Vendita TI Media: L’Espresso voleva i multiplex. Cairo scopre le carte e corre da solo

A pochi giorni dallo sprint finale per l’acquisizione di Telecom Italia Media, spunta un retroscena riguardo la tormentata messa in vendita de La7. Secondo alcune fonti consultate da MF-Milano Finanza, l’interesse del gruppo Espresso per la sezione media del colosso di Franco Bernabè (poi tramontato per la presenza del contratto capestro con Cairo) non sarebbe mai stato solo per la televisione bensì anche per i multiplex, i tre bouquet di frequenze per la televisione digitale terrestre che permettono di irradiare fino a 24 canali.

Sin dal 2010 ci furono incontri tra gli staff di Carlo De Benedetti e quelli del presidente di Telecom Italia (alcuni anche in Mediobanca) ma non per decidere il prezzo della tv, il cui Tg è diretto da Enrico Mentana, piuttosto per cominciare a mettere a punto la condivisione delle sue società che per i rispettivi gruppi detenevano la proprietà dei multiplex. I multiplex condivisi Telecom Italia Media-Espresso, questa almeno era la visione strategica dell’epoca, avrebbero costituito una grande novità editoriale al momento dell’operazione di switch-off della piattaforma analogica in quella digitale. La televisione sarebbe stata quindi solo una ciliegina sulla torta.

Poi è saltato tutto, dicono, perché a Largo Fochetti hanno visto bene nei conti della televisione situata al tasto numero 7 del telecomando e hanno preferito mollare la presa. Dopo la metà del 2011 gli ardori debenedettiani si sono quindi raffreddati, fino all’uscita dalla competizione per il gioiellino di Bernabè. Che comunque va avanti per la sua strada.

Intanto Urbano Cairo scende ufficialmente nell’arena di La7. Affiancato da Lazard, il pubblicitario editore ha depositato un’offerta non vincolante agli advisor Mediobanca e Citi per l’emittente televisiva che costituisce uno degli asset messi in vendita da Telecom Italia Media, assieme ai tre multiplex per la trasmissione in digitale. La proposta di Cairo (presentata da sola, e non insieme ad H3G) sarà modulabile e aperta a più opzioni. Il Messaggero parla di poco meno 100 milioni. Dal punto di vista economico farà essenzialmente leva sulla cassa del gruppo (57,2 milioni al 30 giugno a livello consolidato) anche se, vista l’entità della posta in palio, è ipotizzabile un ricorso a linee di credito bancarie.

Va detto che lo stesso Cairo può mettere sul piatto anche il contratto per la raccolta pubblicitaria in esclusiva (La7, La7D, La7.it e La7.tv) che lo blinda fino al 2019 con un minimo garantito di 126 milioni e che rappresenta a tutt’oggi la principale fonte di ricavi della sua concessionaria. Proprio l’accordo a lunga scadenza, finito al centro di un contenzioso con TI Media, rappresenta uno degli elementi decisivi nell’ambito delle valutazioni che saranno effettuate in occasione della data room dagli altri pretendenti in campo, vale a dire il fondo di private equity Clessidra, che offre 330 milioni sia per La7 sia per i multiplex digitali, il colosso Usa Discovery Channel (100 milioni per la sola La7) e H3g (250-300 milioni per la tv e per l’infrastruttura). I quattro pretendenti avranno tempo fino al 19 novembre per effettuare le valutazioni e stilare l’offerta definitiva da recapitare agli advisor di TI Media.

Fonte: MF |ItaliaOggi | Il Messaggero

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