Rai come Mediaset, evasi otto milioni sui diritti tv

Da un articolo di Valeria Pacelli sul Fatto Quotidiano del 12/10/2012:

Un’evasione fiscale di oltre 8 milioni e mezzo di euro e una serie di dirigenti impuniti. È la realtà di Rai Cinema che dal 2000 al 2008 ha evaso le imposte, usando come escamotage quello della sovrafatturazione con intermediari (gli stessi che facevano affari con Silvio Berlusconi) per l’acquisto di diritti televisivi all’estero.

Una buona parte di questa evasione, almeno fino al 2005, però non è penalmente perseguibile perché, a salvare i dirigenti della rete di Stato che ne sarebbero responsabili, è intervenuta la prescrizione. Tanto che, nell’informativa del nucleo tributario della gdf, non si parla più di indagine penale ma di processo verbale di costatazione, ossia di un controllo fiscale. Dal 2005 in poi, invece, il reato potrebbe configurarsi, ma su questa parte sono ancora in corso le indagini del pm Barbara Sargenti.

Quella sulla Rai è un’inchiesta fotocopia del faldone romano sull’acquisto di diritti televisivi all’estero. Ossia il ben noto caso Mediatrade che coinvolge Silvio Berlusconi, insieme al figlio Piersilvio, al produttore Frank Agrama e ad altri otto e per i quali è stata emessa dal gip la richiesta di non luogo a procedere (i magistrati hanno fatto ricorso in cassazione). Come per Mediaset, dalle indagini della procura di Roma si è scoperto che anche in Rai Cinema è stato utilizzato il “metodo Agrama”, dal nome di Mohamed Farouk Agrama, un egiziano che vive a Los Angeles e compra per conto di terzi.

Così anche la Tv di Stato ha acquistato prodotti cinematografici e televisivi al di fuori delle logiche di mercato, con una maggiorazione dei prezzi di acquisto e, congiuntamente, delle situazioni patrimoniali realizzate anche attraverso l’utilizzo di intermediari. In questo modo si è creato in passato un sistema che ha permesso all’azienda di non pagare le imposte dovute, mentre agli intermediari di essere esenti dalle tasse italiane perché la sede legale delle loro società era all’estero. Come Mediaset, Rai Cinema riceveva fatture dalla Olympus di Frank Agrama negli anni dal 1998 al 2001. O anche dalla Clover Communication ltd, dal 2000 al 2004. Ma fino al 2004, dall’analisi delle carte prese dalla Finanza nella sede di Rai Cinema, spuntano fuori anche alcune fatture con mittente l’azienda Stardust, di cui era titolare Alfredo Cuomo (ora deceduto), uno dei coimputati di Berlusconi nel processo Mediaset a Milano. Come pure, ci sono fatture ricevute dalla Display di Daniele Lorenzano, consulente di Mediatrade e uomo di fiducia dell’ex premier.

Rai Cinema però, secondo l’informativa, ha sempre utilizzato per gli affari degli intermediari svizzeri. E secondo le fiamme gialle i dirigenti di Rai Cinema utilizzavano questo metodo in modo “assolutamente consapevole”. Da una rogatoria emersero bonifici del 1999 per un totale di 500 mila dollari da parte di Agrama su un conto svizzero denominato “Batigol” aperto da Daniele Lorenzano, che giustificò i soldi come il corrispettivo per beni ceduti al consulente Mediaset. I dirigenti Rai resteranno impuniti: i presunti reati sono tutti prescritti. E a pagarne il prezzo saranno i contribuenti.

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