Vendita TI Media: Cairo prepara la quarta offerta. Mercoledì parte la data room

Si apre lunedì, ma partirà (secondo MF) ufficialmente mercoledì 10 ottobre, la data room per la vendita degli asset di TI Media, La7 e i multiplex digitali. Sono in gara i tre soggetti che finora hanno presentato le manifestazioni non vincolanti: Clessidra (trai 330 e i 380 milioni per tutti gli asset). H3G (tra i 320 e i 360 milioni per la tv e i mux) e Discovery Channel (100 milioni per La7). Ma tutti e tre pare abbiano posto come pre-condizione quella di poter rinegoziare il contratto di raccolta pubblicitaria con Cairo Communications, giudicato oneroso.

Tuttavia Urbano Cairo, principale azionista della concessionaria, non ha alcuna intenzione di rimettersi al tavolo con Gianni Stella e anzi pare stia per presentare a breve (potrebbe esserci un cda martedì) una sua offerta per La7 e Mtv. Offerta che potrebbe alla fine avere la meglio se le altre rimarranno agganciate alla difficile rinegoziazione del contratto o ridimensionate una volta scrutati i costi dei palinsesti. TI Media ha già provato a ingaggiare l’avvocato Lombardi per contestare a Cairo alcune modalità di raccolta pubblicitaria che considera non in linea con il contratto, ma sembrano rilievi di poco conto e comunque Cairo ha risposto schierando dalla sua parte lo studio Erede Bonelli Pappalardo.

Tra l’altro va ricordato che quando arrivò Stella, nel 2008, Cairo fu l’unico a garantire un minimo garantito di 120 milioni di raccolta pubblicitaria a fronte di uno share che era ancora sotto il 3%. Nel 2009, poi, con un mercato in forte contrazione, Cairo riuscì ad arrivare a 121 milioni con lo share rimasto fermo intorno al 3%. Nel 2010 arriva alle news Enrico Mentana che provoca un’immediata crescita degli ascolti e a quel punto Stella chiede a Cairo di rinegoziare il contratto per adeguarsi alla nuova stagione. Cairo acconsente ma vengono stabiliti degli obbiettivi precisi fino al 2019: mettendo a base 120 milioni di raccolta e il 3% di share, gli aumenti dell’uno devono ripercuotersi in percentuale sull’altra. In pratica se lo share andasse al 3,9% (più 30%) la raccolta dovrà essere almeno di 156 milioni (il 30% in più di 120). Se Cairo non raggiunge l’obbiettivo ciò è causa di rescissione del contratto (a meno che non pareggi di tasca sua) ma se fa di più la percentuale trattenuta aumenta. Nel 2011 la raccolta da parte di Cairo è stata di 168 milioni a fronte di uno share del 3,8% ma quest’anno, con costi di palinsesto cresciuti di oltre 21 milioni, lo share invece di salire potrebbe scendere al 3,5-3,6% mentre la raccolta nel primo semestre ha registrato un più 10%. Dunque sono gli investimenti di Stella che non hanno reso il dovuto e a questo punto trovare una motivazione per rescindere sarà molto difficile.

Comunque la data room durerà cinque settimane per dare modo ai pretendenti di analizzare nel dettaglio i numeri della società e soprattutto per valutare con attenzione tutte le clausole del contratto relativo alla raccolta pubblicitaria che vincola La7 fino al 2018 proprio con la concessionaria Cairo Communication.

Fonti: Repubblica | milanofinanza.it

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