Vendita TI Media: in gara H3G, Cairo e Discovery Channel

La «deadline» è stata fissata per le 17 di lunedì. A quell’ora scade il termine per le offerte su La7 e Mtv, i due canali messi in vendita dal gruppo Telecom Italia. Sulla telenovela di TI Media, alimentata da rumors, defezioni e guerre di comunicati stampa, si farà almeno una prima, importante, chiarezza: si saprà chi e quanti sono veramente gli interessati alle due emittenti (e alle ghiotte frequenze digitali).

A 24 ore dalla «ora x», e dopo una settimana sulle montagne russe (con la discesa in campo, e poi ritirata, rispettivamente dei colossi Mediaset e Sky) le bocche, tra protagonisti e consulenti (Mediobanca e Citigroup) sono super-cucite. A seguito delle defezioni dei big, la sensazione che si respira è di una lista-pretendenti molto corta. Tre nomi sembrano quelli più probabili: Cairo Communication, 3 Italia del magnate cinese Li Ka Shing, i tedeschi di Rtl (gruppo Bertelsmann), cui si aggiunge l’outsider americano Discovery Channel (al suo primo tentativo di acquisizione in Italia) del tycoon hollywoodiano John Malone.

Sarà dunque un week-end di lavoro per i potenziali acquirenti ancora in gara impegnati a decidere assieme ai loro consulenti l’opportunità di un’offerta e a limare dettagli e condizioni. L’editore Urbano Cairo, ex manager della Publitalia e tra i collaboratori di Silvio Berlusconi negli anni 80, starebbe lavorando sul dossier affiancato dallo studio Bonelli Erede Pappalardo: Cairo è ancora alla finestra, ma, tra tutti i gruppi interessati, è anche quello con le intenzioni più serie. Non foss’altro perché è anche concessionario della pubblicità per La7, grazie a un vantaggioso contratto che genera un introito di circa 80 milioni di euro all’anno: soldi che ora potrebbero essere veicolati per conquistare il gruppo televisivo.

Pronto a scendere in campo è anche Vincenzo Novari, ad di 3 Italia, controllata da Hutchison Whampoa. È suonato strano, a molti addetti ai lavori, che una società di tlc come 3Italia potesse essere in corsa per delle televisioni, da ristrutturare e in perdita, soprattutto alla luce dei tanti miliardi finora spesi da Li Ka-Shing per lanciare il marchio 3 nel nostro Paese. In realtà, l’interesse per TI Media nascerebbe, secondo fonti vicine alla vicenda, dalla determinazione di Novari che avrebbe convinto l’azionista cinese della bontà dell’operazione. Piccolo passo indietro: 3Italia, diversi mesi fa, è infatti uscita a bocca asciutta dall’asta per le frequenze 4G. Il costo, a quel tempo, era di 600 milioni. E qui sta l’intuizione. I multiplex potrebbero costare solo 200 milioni, cioè un terzo delle frequenze 4G. Comprarle sarebbe un affare, per poi convertirle a uso telefonico. Hutchison Whampoa sembra però molto riluttante a spendere soldi per le tv. Risultato? Novari avrebbe ottenuto dall’azionista solo un via libera cauto sulle frequenze, mentre per La7 il manager sarebbe alla ricerca di un partner.

Nel frattempo, nella contesa per La7, si aggiunge un outsider americano. Negli ultimi giorni si sarebbero infatti mossi i banker di Morgan Stanley (che tra i suoi advisor ha l’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco) per visionare il dossier per conto della Discovery Communications. I soldi a Discovery non mancano, resta da capire se può interessare un ingresso in forze in Italia (dove ha già un canale). Resta il private equity: quelli infrastrutturali come Abertis, che puntano solo alle antenne (che piacciono anche a EI Towers, la ex DMT, ma che potrebbe comprarle anche in un secondo momento dal nuovo proprietario), e l’italiano Clessidra, assistito dallo studio Chiomenti, che si riunirà lunedì mattina per decidere il da farsi.

Fonte: ilsole24ore.com

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