AssoStampa Siciliana: no alla giungla tv, in Sicilia un fronte esplosivo

Palermo– La Giunta esecutiva dell’Associazione Siciliana della Stampa, riunita a Palermo, ha esaminato con estrema preoccupazione la situazione del settore dell’informazione televisiva.

Come era facile prevedere il passaggio al digitale terrestre ha messo a nudo ulteriormente le fortissime contraddizioni di un settore dove a fianco di aziende che assolvono – seppure con sempre crescente difficoltà – agli obblighi nei confronti dei propri dipendenti, operano anche tante aziende in cui dominano l’illegalità e inaccettabili inadempienze nei confronti dei lavoratori per quanto riguarda il pagamento delle prestazioni e anche il versamento degli oneri contributivi.

L’Associazione Siciliana della Stampa, con un dettagliato screening effettuato attraverso le proprie articolazioni territoriali, ha fatto recentemente emergere gravissimi casi di violazione delle normative vigenti che, a volte, configuravano anche ipotesi penalmente rilevanti. Lo screening è stato consegnato alla Commissione nazionale Antimafia, al Corecom, all’Ordine dei giornalisti, all’Inpgi e al Nucleo regionale dei carabinieri per la tutela del lavoro.

A questi organismi l’Associazione Siciliana della Stampa si rivolge nuovamente affinché, ciascuno per le proprie rispettive competenze, vigilino e intervengano su un settore che sconta tra l’altro, l’insostenibile peso dell’esistenza in Sicilia di 120 emittenti televisive. Una presenza massiccia e assolutamente inspiegabile secondo logiche di mercato e dove spesso si evidenziano violazioni non solo di legge, ma anche e soprattutto deontologiche finendo quindi per compromettere anche quella parvenza di pluralità che un tale numero sembrerebbe evidenziare.

La recente pubblicazione della graduatoria del Corecom per la concessione dei contributi pubblici ha evidenziato come numerose emittenti non abbiano giornalisti regolarmente assunti. E’ un dato che l’Assostampa sottolinea come gravissima e inaccettabile violazione delle normative che si riversa peraltro sull’occupazione e sulla qualità dell’informazione. I maggiori costi sostenuti dalle aziende per la ristrutturazione tecnologica necessaria per il digitale e il crollo degli introiti pubblicitari dovuto all’andamento di un mercato che si fa sempre più asfittico ha portato alcuni grandi gruppi dell’Isola in uno stato di evidente difficoltà. Come l’avvio delle procedure di confronto sindacale mirante al taglio dei costi ha evidenziato proprio in alcune delle realtà maggiormente consolidate.

L’Associazione Siciliana della Stampa ribadisce il proprio impegno a far emergere – attraverso il monitoraggio continuo e preciso delle varie realtà in tutte le province – tutte le situazioni in cui il disprezzo delle regole e delle normative diventa a sua volta regola e nel contempo fa appello alla classe politica affinché guardi all’emittenza televisiva non soltanto come una insostituibile passerella nei momenti elettorali più importanti ma con l’impegno dovuto, attraverso una specifica iniziativa legislativa, per un settore che deve continuare ad esistere nel pieno rispetto delle normative assicurando a tutti i lavoratori le dovute certezze.

Fonte: giornalisticalabria.it

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