Gruppo Espresso: nessuna trattativa con Sky

Il Gruppo Editoriale L’Espresso precisa che «non è in corso alcuna trattativa con Sky Italia e che intende proseguire in modo autonomo lo sviluppo delle proprie attività televisive». E’ quanto si legge in una nota diffusa in seguito «alle ripetute indiscrezioni di stampa circolate nei giorni scorsi a proposito di ipotetiche alleanze nella televisione digitale».

Il rapporto commerciale con Sky Italia, sottolinea il comunicato, «riguarda principalmente l’affitto di capacità trasmissiva per il canale in chiaro Cielo e non ha alcun legame con l’attività di editore televisivo del Gruppo Espresso nel digitale terrestre«. La nota definisce inoltre «infondate e strumentali le contestazioni mosse in particolare da un quotidiano al proprio ruolo nel mercato televisivo italiano.

In realtà, come riconosciuto anche dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nel ‘Procedimento per l’individuazione dei mercati rilevanti nell’ambito del sistema integrato delle comunicazioni’», rileva il comunicato, «il Gruppo Espresso, in particolare attraverso la ex Rete A oggi Deejay TV, contribuisce al pluralismo del mercato televisivo nazionale in chiaro, nell’ambito di un contesto di forte concentrazione e con possibili scenari di ulteriore restrizione della concorrenza. Grazie a un palinsesto caratterizzato da intrattenimento, film e serie tv internazionali, informazione (tre edizioni di telegiornale al giorno) e spazi di comunicazione politica in occasione delle principali tornate elettorali e referendarie, Deejay TV ha proseguito la tradizione avviata da Rete A 25 anni fa con il primo telegiornale nazionale in diretta su un’emittente privata».

Per tali ragioni, si legge ancora nella nota, il Gruppo Espresso «considera indispensabile un assetto del settore televisivo nazionale che non penalizzi la propria attività rispetto alle emittenti del cosiddetto ‘duopolio’ al fine di scongiurare il rischio di ritorno a una situazione di scelta ‘blindata’ per gli utenti (la concessionaria pubblica, un unico operatore privato e le tv locali) simile a quella del telecomando degli anni ‘90. Il Gruppo, pertanto», conclude il comunicato, «confida che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni garantisca un trattamento paritario a tutti gli operatori nazionali ex analogici, senza impedire agli editori televisivi nazionali minori di contendere la raccolta pubblicitaria ai soggetti dominanti».

Fonte: AGI

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