Digitale terrestre Savona: la tv che non funziona

Savona – Dalla tv spazzatura alla tv che invita a riflettere. Perché non si vede niente. L’offerta è aumentata, certo. Anche nei disagi. Non c’è più il vecchio schermo grigio fumo accompagnato dal rumore di radio rotta, in compenso c’è tutta una gamma di problemi in linea con la moltiplicazione dei canali: da chi ne prende solo un pacchetto a chi vede sparire il segnale della Rai (o di Mediaset, o di La7 etc.) all’ora di cena, a chi si ritrova l’immagine “a quadretti” oppure senza audio, oppure la schermata nera con scritto “No signal”.

I problemi sono sempre gli stessi, e dopo interventi e risintonizzazioni dare la colpa ad antennisti non proprio da Olimpiade pare ormai riduttivo. A suggerire agli utenti di non intervenire più sull’impianto di casa, d’altra parte, oggi sono soprattutto loro, che imputano le maggiori responsabilità della situazione alla presenza di troppi segnali contrastanti in grado soltanto di mandare in tilt antenne e centraline.

Come dice al quotidiano il SecoloXIX Nicola Crasta, presidente degli antennisti liguri, «Le emittenti che hanno più problemi in fondo sono quelle con più ripetitori: Rai, Mediaset e Telecom. Il problema è che è difficile per noi sederci intorno a un tavolo a livello locale quando chi decide è a Roma o a Milano, e allora i cittadini devono almeno tentare di risolverli risintonizzandosi sui ripetitori più vicini, ad esempio molti nel savonese, soprattutto sulla costa, prendono i segnali dal monte Fasce di Genova, ma in mezzo ci sono tante altre interferenze che disturbano».

E i problemi si estendono in tutta la provincia di Savona: da Varazze ad Andora, dal centro del capoluogo alla Valbormida, da Loano a Finale Ligure sono decine le segnalazioni di problemi arrivate alla redazione del SecoloXIX tramite e-mail, Facebook, messaggi. Messaggi che raccontano della frustrazione di chi, nonostante l’intervento di un tecnico, non è riuscito ancora, a undici mesi dal passaggio al digitale terrestre, ad assicurarsi la visione delle principali emittenti nazionali, non di sofisticati canali esotici. E non pare esserci molta differenza tra entroterra e zone costiere: se da un lato il problema può derivare dal territorio montano che “scherma” il segnale, dall’altro invece sono le interferenze dei tanti ripetitori a bloccare interi pacchetti di canali.

Fonte: Il Secolo XIX

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