Switch-off Sicilia: Palermo passa al digitale terrestre (4 luglio)

Ci siamo! Entriamo nell’ultimissimo giorno del passaggio alla tv digitale terrestre in Sicilia. Ultima data dell’intero switch-off del Paese. Nella giornata odierna di mercoledì 4 luglio verranno coinvolti numerosi comuni della provincia di Palermo, città di Palermo compresa, come anche i comuni di Capaci, Cefalù, Pollina, Cinisi e molti altri.

Qui puoi consultare tutte le date e i comuni dello Switch-off della Sicilia.

Ecco inoltre l’elenco dei comuni della Sicilia che faranno il passaggio redatto dalla Fondazione Ugo Bordoni previsto per oggi mercoledì 4 luglio:

Nel frattempo continuano ad arrivare dalla Rete le segnalazioni sui problemi legati alla mancanza di segnale tv. La testata online marsalace.it segnala le proteste dell’utenza siciliana. In realtà molti problemi relativi allo scarso segnale sono scomparsi, ma ancora in molti si lamentano che alcuni canali non si vedono completamente oppure il segnale al solito “va e viene”. Da lunedì scorso infatti alcuni dei canali Rai e Mediaset non si vedono affatto. I maggiori problemi si registrano tra chi ha acquistato un decoder ed è alle prese con la risintonizzazione dei canali.

«La Regione sostenga con urgenza la transizione al digitale delle emittenti televisive siciliane». É quanto chiede con un ordine del giorno Livio Marrocco, capogruppo all’Ars di Fli, sottolineando che l’intervento sarebbe «sulla scia di quanto fatto da altre Regioni italiane e con lo scopo di agevolare la realizzazione di programmi di investimenti, materiali ed immateriali, volti all’innovazione tecnologica delle aziende».

L’esponente finiano afferma che «un’accorta politica di incentivazione permetterebbe agli operatori abilitati di sostenere gli alti oneri per la riconversione tecnologica degli impianti e delle apparecchiature, per la progettazione e l’implementazione di contenuti innovativi» e aggiunge: «Nelle altre Regioni i fondi stanziati per agevolare l’emittenza locale sono stati fra i 6 ed i 10 milioni di euro, prevedendo un “de minimis ” a seconda del numero delle emittenti censite, e conseguentemente poi passate in aggiudicazione come operatore di rete».

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