Digitale terrestre Lecco: a Imbersago 2 anni senza tv, utenti imbufaliti

Imbersago – Pagano il canone ma non riescono praticamente a vedere la televisione. Da quando ormai agli inizi del 2010 le trasmissioni in Lombardia viaggiano solo con il segnale del digitale terrestre a Imbersago, come a Calco e in buona parte della Valletta, più altri paesi della provincia, gli schermi rimangono neri. I cittadini hanno provato di tutto: consultato tecnici, sostituito i ricevitori, cambiato le antenne, rifatto gli impianti… ma nulla, sui monitor compaiono solo grandi quadrati multicolore oppure immagini a scatti. Anche l’audio funziona a intermittenza.

Per questo in molti hanno perso la pazienza e si sono arrangiati comperando antenna parabolica per sfruttare almeno la visione satellitare. Eppure i funzionari del Ministero dello sviluppo economico sostengono che è tutto a posto e che non ci sono problemi. Lo hanno ribadito anche nei giorni scorsi a Montecitorio per bocca del sottosegretario di Stato Massimo Vari, chiamato a relazionale in aula dalla parlamentare democratica lecchese Lucia Codurelli, la quale sulla questione ha presentato un’interrogazione.

«Dalle verifiche effettuate è stato riscontrato, che, dopo alcuni iniziali inconvenienti conseguenti all’attivazione degli impianti delle reti Rai e del canale La7, non vi sono problemi di emissione del segnale e che i problemi di ricezione da parte degli utenti appaiono superati». E ancora: «Si evidenzia che talvolta i disagi segnalati possono essere attribuiti sia all’utilizzo di impianti d’antenna inadeguati a ricevere il segnale digitale terrestre, sia alla non corretta sintonizzazione dei decoder stessi». Che, tradotto, significa, che per Roma è tutto a posto e se qualcosa non funziona è solo colpa dei cittadini che devono sistemare l’antenna oppure imparare a sintonizzare il decoder.

Una risposta che ha mandato su tutte le furie sia i diretti interessati, sia la deputata del PD: «Per il sottosegretario in pratica il problema non sussiste, poiché i problemi che si sono verificati nella fase iniziale appaiono oggi superati. E’ una risposta ridicola e banale che insulta l’intelligenza delle persone dal momento che i problemi che il Ministero ritiene superati persistono ed anche in maniera smisurata a due anni dall’applicazione della nuova tecnologia. Mi auguro che il Ministro competente, che sarà nuovamente interpellato dalla sottoscritta e non solo, venga a rispondere in Parlamento per proporre soluzioni operative e solo dopo aver effettuato tutte le dovute verifiche, finora probabilmente assenti». Tra l’altro tali inconvenienti, oltre alla provincia di Lecco riguardano anche quella di Sondrio e Como.

Fonte: ilgiorno.it

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