DGTVi: digitale terrestre per il 91,5% delle famiglie italiane

Con la consueta newsletter DIGITA di DGTVi (l’associazione delle tv nazionali per lo sviluppo della tv digitale costituita da Rai, Mediaset, TI Media, DFree e FRT) si fa il punto della situazione (con i soliti toni ottimistici) per quanto concerne la tv digitale terrestre.

L’associazione guidata da Andrea Ambrogetti (Mediaset), in vista dei prossimi Switch-off delle regioni del sud Italia, ammette che c’è ancora molto da lavorare, ma nel frattempo tira un grande sospiro di sollievo di fronte all’annullamento della sospensione del passaggio imposto dal Tar del Lazio in seguito al ricorso di alcune tv locali.

«Legati al digitale terrestre – dichiara DGTVi – , restano ancora da sciogliere i nodi della gara per l’assegnazione dei multiplex, del rilascio dei titoli definitivi, la liberazione delle frequenze da parte delle tv locali nella banda 800 MHz con la conseguente riattribuzione». Una bella lista di grane tecniche (per l’esecutivo Monti e per l’Autorità per le comunicazioni rinnovata), a contatto con gli interessi di una certa parte della politica, di difficile e dolorosa soluzione.

DGTVi al solito non fa alcun accenno al sorgere constante, con l’avvento della tv digitale terrestre, dei gravi disagi e disservizi per le piccole realtà imprenditoriali tv e subiti dalla popolazione. Non si preoccupa minimamente dei noti oscuramenti televisivi prima, durante e dopo i vari step del passaggio al digitale terrestre. Si accontenta solo di segnalare la solita insufficiente campagna informativa portata avanti dal Ministero dello sviluppo economico, quando invece permangono in svariate zone d’Italia aree prive di copertura tv (terrestre).

Secondo i dati di DGTVi, le regioni protagoniste degli ultimi switch-off possono considerarsi pronte con dati di utilizzo delle piattaforme digitali superiori al 50%. Ad aprile l’utilizzo del digitale (terrestre, satellite e IPtv) in Abruzzo era già al 70% della popolazione, al 58% in Calabria, al 53% in Puglia e al 51% in Sicilia. A segnare il passo sono Basilicata e Molise che pure già presentano valori di utilizzo digitale sopra il 40%. Due regioni con la Valle d’Aosta meno popolose del Paese contraddistinte da poche famiglie campione Auditel, 51 per la Basilicata e 56 per il Molise, contro le 405 della Sicilia e le 308 della Puglia. Nell’ultimo anno i valori mostrano comunque per le due regioni una crescita media del 55% dell’utilizzo della tv digitale.

Secondo le ultime stime prodotte da eRes, relative al marzo 2012, le famiglie italiane dotate di tv digitale terrestre (almeno un ricevitore nella residenza principale) sono salite a circa 22,8 milioni, con una crescita di poco meno di mezzo milione di unità rispetto al dato della rilevazione del dicembre 2011- gennaio 2012. La penetrazione sale così al 91,5% del totale famiglie. Continua inoltre a crescere il numero dei ricevitori presenti nelle famiglie, che raggiunge il valore di 40,6 milioni.

Nei primi tre mesi dell’anno, in assenza di switch-off programmati, il numero complessivo di ricevitori digitali venduti si attesta a circa 2,1 milioni (863 mila a gennaio, 619 mila a febbraio e 567 mila a marzo). Del totale dispositivi venduti tra gennaio e marzo, il 68% sono integrati (1,4 milioni circa), il 27% sono zapper (circa 550 mila) e il restante 5% STB MHP (108 mila). Il numero di ricevitori venduti dal febbraio 2004 supera la soglia dei 60 milioni (60.405.991 a marzo). Di questi, 28,2 milioni sono integrati e i restanti 32,2 milioni esterni.

Per quanto riguarda gli ascolti, l’Italia televisiva è già digitale al 90%, questo il valore elaborato dall’Osservatorio Studio Frasi sull’utilizzo delle piattaforme digitali da parte della popolazione nell’aprile 2012, a circa due mesi dal completamento della transizione al digitale. La piattaforma dominante è il digitale terrestre (TDT) che raccoglie il 72,1% della visione totale, con il satellite al 17,2%. Si tratta di valori che valgono sull’anno un incremento di oltre il 15% per la DTT e dell’8% per il satellite. Di quest’ultima piattaforma fanno parte e sono protagoniste della crescita sia le offerte pay che quelle free. Rimane marginale nelle abitudini tv degli italiani la piattaforma IPtv valutata da Auditel-Nielsen lo 0,2% del tempo complessivo dedicato alla tv. L’offerta televisiva è ricevibile su più device ma è ancora da progettare la misurazione puntuale del consumo su smartphone e tablet e di dati terzi sulla quantità di connessioni Internet alle nuove proposte televisive.

Fonti : dgtvi.it | key4biz.it

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