Pubblicità Web: Tiscali Adv si espande, giro d’affari oltre 20 mln

Si allarga il network di editori raccolti dalla concessionaria Tiscali advertising, che punta a chiudere il 2012 con un giro di affari superiore a 20 milioni di euro, dopo una crescita in doppia cifra nei primi tre mesi dell’anno. In luglio entreranno nel portafoglio di Tiscali Adv due nuovi clienti, mentre in questi giorni è stata perfezionata l’intesa con News 3.0 per la raccolta dei siti verticali di economia, motori e viaggi di Lettera43 (che invece rimane a Manzoni).

Nelle intenzioni di Massimo Crotti, direttore di Tiscali advertising, c’è pure uno sviluppo sul mondo video, anche se la leva fondamentale che guida le sue strategie è sempre quella di «solide intese con grandi editori». Ovvero il meteo.it, ansa.it, ovviamente tiscali.it, De Agostini, l’Unità (di cui raccoglie sia la carta sia il web), Mediapason, per un network complessivo di 11,9 milioni di utenti unici. Il 2011, a livello di fatturato, si è chiuso con una crescita del 23% sul 2010, e un grosso slancio è stato dato dalle iniziative speciali, un comparto in sviluppo esponenziale, «tanto che a oggi abbiamo già fatto il fatturato iniziative speciali di tutto il 2011». Le aziende che investono in pubblicità sui siti raccolti da Tiscali advertising sono aumentate del 25%, salendo a quota 600, con un +70% del numero di campagne nel 2011.

Crescono i volumi, cresce la redditività, ma all’orizzonte del mondo web potrebbe esservi lo spauracchio di Publitalia. La concessionaria di Mediaset, infatti, in stallo sulla televisione, ha annunciato di voler chiudere entro l’estate una intesa con grandi gruppi del web, tentando, quindi, di recuperare on line quello che sta perdendo sul piccolo schermo. Si è parlato di Banzai, Yahoo, Microsoft, Google, Facebook, Apple, in pratica di tutti. E si teme un crollo dei listini, già bassi. «Non credo», dice Crotti, «poiché Publitalia, anche sul web, si muoverà come editore, valorizzando i prodotti che vende. Non credo possa fare una battaglia sulle tariffe, perché su Internet, a differenza che in tv, Publitalia non ha una posizione di leader. Se fa guerre sui prezzi, perde perché Google o Facebook sono meccanismi nati per valorizzare proprio le performance, non tanto la qualità del prodotto. Quindi a Publitalia non conviene, deve puntare sul valore dei contenuti».

Tornando a Tiscali advertsing, la concessionaria, oltre al portale di casa, Tiscali.it con record di pagine viste in marzo (510 milioni), ha in portafoglio un prodotto come ilmeteo.it (appena rinnovato un contratto di lungo periodo) che si appresta a diventare il primo sito per audience in Italia, davanti pure a Repubblica e al Corriere. Quanto al contratto con www.mediapason.it, ovvero la parte web delle tv del gruppo di Sandro Parenzo, «ci stiamo concentrando sull’archivio di produzioni video», sottolinea Crotti, «nell’integrazione tv-web e sui canali tematici del gruppo».

Meno soddisfazioni, invece, dal programma di Michele Santoro, i cui benefici, online, sono andati maggiormente al sito di Servizio Pubblico, al Fatto quotidiano, a Repubblica, e solo in maniera residuale al sito di Mediapason. L’Unità su carta stampata ha chiuso il 2011 a oltre il +10% di raccolta, e con Ansa «abbiamo firmato una intesa per raccogliere pure i canali specializzati». Sul web esiste, tuttavia, ancora un grosso problema: la parcellizzazione. Dei contenuti, degli operatori, e, quindi, del valore della pubblicità. «Io credo che si debba andare verso una concentrazione», conclude Crotti, «poiché non trovo corretto che su internet si lavori con oltre 200 concessionarie di pubblicità. Troppe».

Fonte: ItaliaOggi

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