Guerra tv locali: il Tar respinge il ricorso sull’esproprio delle frequenze

Ancora una volta sono le emittenti locali a rimanere col cerino in mano. La I sezione del Tar del Lazio, dopo una sospensiva di alcuni giorni in seguito ai procedimenti richiesti dalla società Triveneta e da Microwave-Network, ha deciso di confermare il decreto sugli indennizzi per le televisioni regionali, redatto dal  Ministero dello Sviluppo economico.

Le misure compensative (che ammontano a 174,6 milioni di euro), ridotte più volte dai governi Berlusconi e Monti, sono state conferite dal dicastero per il rilascio volontario (o esproprio) delle frequenze tv (i canali 61-69 UHF) acquistate dagli operatori tlc per i servizi a banda larga mobile. Il decreto contestato, di cui si chiedeva la sospensione, è quello che detta le modalità e gli indennizzi per la liberazione delle frequenze in banda UHF, il cui diritto d’uso è stato ceduto a Tim, Vodafone e Wind per quasi tre miliardi di euro. L’importo dei rimborsi sarà ripartito per ogni regione già digitalizzata fino al dicembre 2010.

Il Tar, nel respingere le richieste delle ricorrenti, ha considerato che “le censure svolte non sembrano, complessivamente, assistite da sufficienti profili di fumus boni juris” (ovvero, il buon fondamento giuridico). Non solo: i giudici hanno anche considerato che “nel bilanciamento degli interessi coinvolti nella vicenda in esame, l’interesse agitato dalla ricorrente non si profila prevalente rispetto agli altri interessi presenti, avendo particolarmente riguardo alla circostanza che l’interesse nazionale alla sollecita liberazione e assegnazione delle frequenze è stato ritenuto preminente dallo stesso legislatore”.

Fonte: corrierecomunicazioni.it | Ansa

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