Internet Tv: giro d’affari da 2 mld nel 2015

Il mercato dell’internet tv è ancora in fase nascente, ma nonostante un quadro economico incerto crescerà a un tasso medio annuo superiore al 50% e varrà quasi 2 miliardi di euro nel 2015. È quanto si legge nell’ultimo rapporto di ITMedia ConsultingThe Internet Era of Tv – Expanding Entertainment” nel quale si stima che “in Europa Occidentale i ricavi totali dalla distribuzione di Internet video su tv e mobile Internet video raggiungeranno i 534 milioni di euro entro la fine del 2012″.

“In questo mercato emergente – si legge nella presentazione dello studio – crescendo ad un tasso annuo del 53%, i ricavi da Over the top tv (le tv connesse) raggiungeranno 1,9 miliardi nel 2015. Ad uno stadio iniziale il modello di business prevalente sarà la pubblicità (336 milioni): in questa fase gli attori già affermati utilizzeranno la rete per tamponare le perdite, limitare il cord cutting e aumentare la fedeltà dei clienti. In una seconda fase tali servizi avranno un peso minore rispetto a quelli transazionali e su abbonamento (che potrebbe gerare 198 milioni)”.

Di fatto – sostiene ancora It Media Consulting – “la fetta più consistente delle entrate da Over the top Tv dipenderà dalla migrazione dai servizi home video basati su supporti fisici a servizi di noleggio online, come Netflix e simili, e dalla diffusione delle offerte non lineari e time shifted da parte di broadcaster e telco”.

Nel nuovo ecosistema televisivo, l’Over the Top TV rappresenta dunque la risposta alla domanda di flessibilità del consumo e maggior scelta dei contenuti da parte dei consumatori che vogliono integrare le rispettive esperienze di visione nella propria vita per condividerla con gli amici, spesso attraverso schermi secondari.

Il potere dell’interazione sociale e aggregazione dei contenuti più attraenti risiede saldamente nelle mani dei service provider, i quali possiedono la chiave per sbloccare il valore dei futuri dispositivi di consumo. Secondo recenti studi, oltre il 40% dei consumatori utilizza i social media su base settimanale mentre guarda la TV, e quasi uno su tre chatta online. È chiara, dunque, la volontà dei consumatori di integrare la loro esperienza di visione con la propria vita online, condividendo le esperienze con gli amici, spesso su dispositivi alternativi.

Il secondo schermo diviene, dunque, complementare al televisore domestico. I consumatori possono utilizzarlo per la ricerca di contenuti pertinenti, per accedere a informazioni aggiuntive su ciò che stanno guardando o per interagire l’un l’altro attraverso le diverse piattaforme disponibili o attraverso le varie offerte rese disponibili dagli operatori.

Fonte: corrierecomunicazioni.it | key4biz.it

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