Beauty Contest: Europa 7 vuole subito la gara per le frequenze tv

Centro Europa 7 di Francesco Di Stefano ricorre alla Commissione Ue contro l’eventuale annullamento del Beauty Contest delle frequenze tv. E ottiene dal Tar Lazio l’assegnazione da parte del Ministero dello Sviluppo di postazioni e frequenze non assegnate dallo stesso, nonostante fossero incluse in una convenzione siglata con il gruppo Europa 7 nel 2010. Si complica così ulteriormente la partita, ereditata dall’attuale Governo Monti, del riordino dell’etere in uso da parte delle televisioni.

L’esecutivo tecnico su ordine del ministro dello sviluppo Corrado Passera, per ora ha sospeso sino al 20 aprile il beauty contest, ovvero la famigerata gara pubblica gratuita che dovrebbe assegnare 6 multiplex (3 mux a monofrequenza e altri 3 multiplex a multifrequenza, 10 frequenze in tutto) per sei operatori nazionali digitali vincenti. La Commissione Ue ha sospeso, nel 2009, la procedura d’infrazione contro l’Italia per le leggi sulle frequenze radiotelevisive (Legge Gasparri in primis). L’Italia si è impegnata ad avviare una procedura di assegnazione dei canali per favorire i nuovi entranti e gli operatori minori in modo da cancellare definitivamente le pesantisazioni inflitte dall’UE.

Ma il concorso di bellezza, ideato dall’ex ministro Romani del defunto governo Berlusconi, pur con l’approvazione europea ha concesso il ticket di partecipazione ai soli incumbent del mercato tv italiano (Rai, Mediaset, TI Media, Sky e pochi altri). Europa Way, controllata al 100% da Centro Europa 7, vi ha partecipato: il gruppo di Francesco Di Stefano è risultato l’unico ammesso all’assegnazione del canale 6 (o 7) della banda VHF.

Il gruppo, così come Mediaset, e altri partecipanti alla gara, ha impugnato davanti al Tar la sospensione. Secondo l’esposto presentato alla Direzione della concorrenza di Bruxelles, tale sospensione e ancor più l’annullamento del beauty contest si «pongono in contrasto con gli impegni assunti dall’Italia con la Commissione Ue». Se la revisione della gratuità dell’assegnazione, secondo l’esposto, «ha ragione di porsi in relazione all’assegnazione aperta all’assegnazione di soggetti incumbent (Mediaset e Rai), non può prospettarsi per le frequenze riservate ai nuovi entranti e agli operatori minori».

Se bisogna pagare le frequenze, insomma, a farlo devono essere Rai e Mediaset, ai quali l’eventuale annullamento del beauty contest «garantirebbe la prosecuzione dell’attuale posizione di dominanza». I problemi per il Ministero aumentano: la gara allo studio dovrà avere l’ok di Bruxelles. Nella Conferenza mondiale di Ginevra 2012 si è deciso che 12 frequenze, utilizzate in Italia dalle tv, potranno essere assegnate alla banda larga mobile dal 2015. Quattro di queste (i canali 54, 55, 58 e 59 UHF) sono comprese nel beauty contest. Altre sei no. Europa 7 ha ottenuto solo da una sentenza del Corte di giustizia europea del 2008 le frequenze per trasmettere pur avendo ottenuto la concessione nel 1999.

Il ministero, dopo averle assegnato il canale 8 della banda VHF (ancora non liberato interamente dalla Rai, secondo il ricorso al Tar di Europa 7), siglava nel febbraio 2010 un accordo integrativo con Centro Europa 7: il canale 8 della banda VHF non consente la copertura dell’80% della popolazione richiesta dalla legge. Il ministero non ha però mai assegnato le frequenze “integrative” previste dall’accordo (i cosiddetti “cerotti”). Il Tar Lazio ha ora intimato, in via cautelare, al Ministero, che dovrà anche pagare 10mila euro di spese, di assegnare, entro trenta giorni, ad Europa 7 l’impianto di Monte Penice e la relativa frequenza, necessari a raggiungere oltre 11 milioni di utenti tra Piemonte e Lombardia. Quando si andrà al merito, Europa 7 chiederà al Tar di ottenere tutti gli altri impianti e le relative frequenze contenuti nell’accordo con il Ministero, insieme al risarcimento dei danni subiti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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