Beauty Contest: Rai e Mediaset dribblano l’asta per le frequenze tv

Per Rai e Mediaset la tribolata gara per le frequenze tv potrebbe divenire superflua. Secondo MF – Milano Finanza è in esame al governo un decreto di revisione del cosiddetto pacchetto frequenze telecom, che, tra le altre cose, razionalizza l’uso dello spettro elettromagnetico. La norma è prevista all’interno del decreto di recepimento delle direttive Ue sulle aziende tlc. Ma potrebbe anche essere anticipata nelle disposizioni previste intorno al 19 aprile per la modifica/annullamento del famoso Beauty Contest.

Il decreto, sempre secondo MF, prevede quindi la riorganizzazione delle frequenze dal maggio 2016 per la cosiddetta “neutralità del servizio“, che in parole povere concede la possibilità d’uso (e d’affitto) delle stesse frequenze per qualsiasi tipo di comunicazione elettronica, sia essa di telefonia o televisiva. La stessa disposizione governativa prevede però, per chi ha già in licenza una o più frequenze, la possibilità di cambiare destinazione d’uso prima del 2016.

La norma potrebbe rivoluzionare lo spettro italiano soprattutto a vantaggio di quegli operatori di rete che posseggono un canale (multiplex) in DVB-H, lo standard oramai in disuso per il videofonino. Mediaset, Rai e H3G che dispongono di questo tipo di frequenze potrebbero quindi trasformarle in DVB-T per la tv digitale terrestre, saltando a piè pari l’assegnazione dei canali della contestata gara pubblica. Gli incumbent Rai e Mediaset otterrebbero quindi il loro agognato quinto mux, mentre 3 Italia potrà aprire i suoi canali tv (in passato H3G fece una richiesta respinta da Agcom e Ministero).

MF ipotizza che per sbrogliare l’intricata vicenda dell’asta frequenze, il governo stia pensando seriamente di anticipare l’entrata in vigore della legge che recepisce queste direttive europee, proprio entro il prossimo 19 aprile, in modo da cancellare una volta per tutte il famigerato Beauty Contest. L’esecutivo Monti potrebbe quindi indire finalmente la gara onerosa per le frequenze. Ma quali operatori tv potrebbero partecipare con l’assenza del Biscione e della tv di Stato? Si spera nuovi soggetti entranti per il mercato tv italiano, come in principio indicava la Commissione europea.

L’idea del governo sarebbe quella di concedere le licenze per soli 4 anni, soprattutto per le frequenze 51-60 UHF che dal 2017 secondo altre direttive europee potrebbero essere assegnate alla banda larga mobile. E l’ipotesi dell’asta low cost pare sia molto plausibile: secondo gli esperti la base d’asta non dovrebbe superare i 10 milioni di euro, e addirittura potrebbe essere attuata una riduzione (e non l’aumento) del canone annuo (4 milioni per ogni blocco da 2×5 MHz).

Fonte : MF

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