Beauty Contest: e se Mediaset uscisse dalla gara per le frequenze tv?

Mancano pochi giorni alla scadenza della sospensione del concorso di bellezza delle frequenze tv. Solo un paio di settimane d’attesa per ascoltare le dichiarazioni in merito annunciate tra il 19 e il 20 aprile dal ministro Passera. Ma secondo Stefano Carli di La Repubblica il governo tecnico avrebbe già in tasca la soluzione: un’asta competitiva si farà, ma in versione low cost. Nessuno regalo di canali alle tv, contestato dai partiti di “opposizione”, ma ci sarà (si dice) un grosso grossissimo sconto.

La grana Beauty Contest, lasciata in eredità dal governo Berlusconi, è uno dei nodi che bloccano e fanno tremare l’esecutivo Monti. Se il concorso verrà definitivamente annullato, il governo dovrà emettere un atto per l’istituzione di una nuova gara che sarà valutata e regolamentata dall’Agcom e dalla Commissione europea. E l’Authority per le comunicazioni con tutta probabilità (visti i tempi burocratici) avrà  cambiato nel frattempo i propri vertici.

Ma c’è un’altra incognita che incombe sulla possibile asta per i canali televisivi. E cioè il cambio delle stretegie industriali di Mediaset. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ipotizza infatti che il Biscione starebbe pensando di rinunciare ad accaparrarsi un nuovo multiplex per investire invece sull’acquisto di nuovi contenuti a pagamento e on demand, scommettendo (questa volta seriamente) su un’offerta sul Web e su Internet. La spesa per una nuova frequenza non sarebbe in linea con il bilancio della pay-tv di Mediaset Premium, e rischierebbe di frammentare ancora più l’offerta in chiaro dei canali di Cologno.

L’ipotesi azzardata di Stefano Carli implicherebbe gravi conseguenze per l’andamento della possibile gara pubblica: chi acquisterebbe infatti le frequenze in vendita con l’uscita di scena del Biscione? E quanto sarebbero disposti a spendere gli altri operatori partecipanti in caso di abbandondo o di offerta al ribasso di Mediaset?

L’idea del governo è quella di fare una doppia gara: per le frequenze più pregiate (54, 55 , 58 UHF)  che in origine nel Beauty Contest erano destinate a Mediaset, Rai e TI Media, l’assegnazione potrebbe essere ventennale solo se ad aggiudicarsele fossero le telco. Nel caso in cui le stesse frequenze finissero alle televisioni, le concessioni statali scadrebbero irrimediabilmente nel 2017-18, quando i canali 51-60 UHF potrebbero cambiare destinazione d’uso per la banda larga mobile. Le altre frequenze meno preziose e a multifrequenza (il canale 6 VHF, e i canali 23 e 28 UHF) verrebbero invece assegnate per i 20 anni in prammatica.

Fonte: La Repubblica Affari&Finanza

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