Digitale terrestre Genova: il caldo manda in tilt i segnali della tv

Splende il sole sulla penisola e il clima si fa mite. La primavera come ogni anno invita a spegnere (finalmente) la tv e suggerisce un’uscita all’aria aperta per godere del bel tempo. Un’opportunità, che a quanto pare a Genova e in Liguria è divenuta una scelta obbligata, anche per coloro che per limiti fisici, per pigrizia o di età, non possono permettersi di abbandonare casa.

Dal periodo del fatidico switch-off della Ligura nell’autunno 2011, i problemi della televisione digitale e i relativi disagi dei telespettatori non sono mai scomparsi. Anzi, pare che (secondo il Secolo XIX) con l’aumento delle temperature le criticità irrisolte di segnali tv andranno ad aumentare in modo esponenziale.

Il giornale genovese racconta che a partire dalle prossime settimane i problemi dei segnali televisivi, che per il caldo potrebbero scontrarsi e disturbarsi, provocando dei veri e propri  black out tv, saranno subiti anche dai moltissimi genovesi che hanno già eseguito a caro prezzo tutti gli interventi tecnici necessari per l’avvento della tv digitale terrestre. I 20° centigradi già registrati in questo esordio di primavera hanno creato i primi problemi. Entro l’estate c’è già chi prevede che sarà il caos tv (l’ennesimo).

La colpa è attribuibile al maxi-ripetitore toscano di Monte Serra, che già in passato causava notevoli interferenze e problemi di ricezione. Il segnale in arrivo da quel punto di propagazione interferirà con il caotico sistema di segnali di Genova. Per circa 150 mila genovesi significherà, con ogni probabilità, dover tornare a intervenire sull’impianto di casa per ovviare all’oscuramento dei canali Mediaset e Rai.

Sotto attenzione ci sono soprattutto le grandi emittenti nazionali, che sarà difficile continuare a vedere soprattutto nelle zone collinari (ad esempio Oregina, Quezzi, Castelletto, alture di Sestri e Pegli, Quarto e altre) e nel Ponente (l’area più critica sarà quella attorno ad Arenzano e Voltri). La Regione Liguria non ha voluto chiudere il cosiddetto “progetto switch-off”, attivato con l’appoggio di Datasiel in occasione dell’avvio della nuova tecnologia. Il presidente Claudio Burlando in persona qualche settimana fa ha scritto a tutti i sindaci della regione chiedendo di segnalare i punti in cui vedere alcuni canali televisivi, dopo il passaggio al digitale terrestre, è diventato complicatissimo. «Le prime risposte riguardano zone un po’ di tutto il territorio – spiega Gabriele Talarico, uno dei tecnici schierati su questa partita – in molti casi basta affrontare il problema con antennisti qualificati. In altri, bisogna sperare che RaiWay torni a investire su Genova e il resto della Liguria».

RaiWay, l’operatore di rete del gruppo della televisione di Stato che ha il compito di portare il segnale tv alle nostre antenne, non ha ancora provveduto alla soluzione dei numerosi problemi. «Abbiamo già fatto presente alla Rai che deve migliorare la copertura – spiega Talarico – molte criticità, paradossalmente, sono causate non dall’assenza o insufficienza di un segnale, ma dalla sovrabbondanza di fonti. Che interferendo tra loro permettono di individuare quale, tra i segnali, sia il migliore. È come se in uno spazio aperto tante persone parlassero nello stesso momento. Io sento che parlano, ma non capisco nulla, il messaggio non mi arriva». «Ci attende un’estate di passione per via delle migliori condizioni climatiche che agevolano la propagazione del segnale “nemico” dalla Toscana. I problemi stanno esplodendo da qualche giorno, proprio in concomitanza con il crescere dei gradi».

Nicola Crasta è il presidente dell’associazione degli antennisti liguri. «È l’accavallarsi tra segnali distanti e segnali più vicini, che quasi certamente creerà criticità – spiega Crasta – nessuno sta a guardare. Tutte le emittenti stanno tentando di correre ai ripari con una ristrutturazione della rete doverosa». Un misto di problemi previsti e imprevisti. Di errori di valutazione – dettati anche dalla volontà di risparmiare sul potenziamento dei ripetitori – considerati “annunciati” e di altri che si stanno presentando proprio in questi giorni.

RaiWay ha già chiesto agli uffici di Roma per ottenere la possibilità di intervenire sui ripetitori del Monte Fasce, sul quale in un primo tempo si è scelto di non investire granché (soluzione che non ha mancato di suscitare qualche critica, soprattutto da parte degli antennisti meno esperti o “fai da te”). «Non si riuscirà a mettere mano a quanto c’è da fare in poco tempo – spiega Crasta – in questi tempi di crisi, anche per loro ottenere autorizzazioni ministeriali è estremamente complicato». Cosa fare qundi per evitare l’oscuramento? Chi pensa che gli antennisti siano interessati a seminare terrore per speculare sui poveri utenti televisivi si sbaglia. «Il mio consiglio è quello di non allarmarsi al primo problema. E di non fare proprio nulla, per il momento – sostiene il presidente della maggiore associazione della categoria – in attesa di una più chiara articolazione delle soluzioni che verranno approntate».

Fonte: Il Secolo XIX

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