Beauty Contest: possibile rinvio gara frequenze tv. Ben Ammar (Prima Tv): “Si faccia subito”

Sulle frequenze tv non c’è accordo, e il governo e il Ministero dello sviluppo, dopo quella di giovedì, attendono la prossima riunione fiume con i capi di partito per stabilire le nuove regole della possibile, ma non sicura, vendita dei canali televisivi.

Oltre al nodo della riforma della Rai, che va scemando di giorno in giorno, a tenere banco sui tavoli dell’esecutivo tecnico è infatti la spinosa questione del Beauty Contest, la gara non competitiva sospesa dal ministro Passera, che avrebbe dovuto regalare 6 multiplex agli operatori tv nazionali come Mediaset, Ti Media e Rai. Ma mentre Pd, Lega e Idv insistono sullo stralcio della vecchia assegnazione e sulla costituzione di un’asta onerosa, il Pdl e Mediaset difendono il concorso di bellezza creato dal vecchio governo Berlusconi. Mediobanca ha stimato che lo Stato potrebbe incassare da 1  a 1,5 miliardi di euro con la vendita delle risorse dello spettro elettromagnetico. La trasformazione della procedura di assegnazione delle frequenze tv è inoltre sotto stretta osservazione dell‘ Antitrust UE. Una gara nata e imposta da un altro organo comunitario, la Commissione, che alcuni anni fa decise di regolarizzare il mercato televisivo italiano favorendo l’ingresso di nuovi soggetti e di conseguenza promettendo di annullare la vecchia procedura di infrazione sulle regole della concorrenza.

Entro il 20 aprile il ministro Passera dovrà comunicare come trasformare la gara che mette in palio i canali tv. Ma è anche possibile, anzi è molto probabile, che il governo chieda “tecnicamente” un’altra proroga, considerando che a maggio scadrà il mandato dell’Autorità di garanzia per le comunicazioni (che avrà il compito di dettare il bando e il disciplinare della gara), e tenendo presente che probabilmente dal 2015 dovranno essere liberate alcune frequenze sui 700 MHz ad uso della banda larga mobile.

Intanto Tarak Ben Ammar, presidente franco-tunisino di Prima Tv e socio stretto di Berlusconi, scrive al Ministero dello Sviluppo economico chiedendo al Governo come uno dei soggetti ammessi alla gara di procedere con il concorso di bellezza. Nella lettera Ben Ammar invita formalmente l’amministrazione a concludere tempestivamente la procedura di gara sospesa dal governo. Fin dal momento dell’acquisizione della società, cioè dal dicembre del 2003, fa presente il finanziere franco-tuinisimo tv nella lettera, «gli attuali soci si sono impegnati con la Commissione europea alla realizzazione di un business plan diretto alla digitalizzazione delle frequenze televisive che è stato sensibilmente ritardato, con gravi danni economici per la società ed i suoi soci, per ritardi imputabili solo ed esclusivamente allo Stato italiano». Secondo la società presieduta da Ben Ammar inoltre «una ulteriore dilazione dell’assegnazione delle frequenze rese libere in considerazione del dividendo digitale non farebbe che aumentare l’entità e la gravità dei danni patiti da Prima tv».

L’invito al ministero dello Sviluppo economico è quello di procedere senza indugio all’assegnazione dei punteggi finalizzati alla formazione delle graduatorie; all’adozione dei provvedimenti di aggiudicazione; al conseguente rilascio dei diritti d’uso. Secondo Ben Ammar la gara sulle frequenze del digitale «è pienamente coerente con i principi propri del settore radiotelevisivo, con la best practice internazionale e in tale prospettiva, è stata condivisa dalle istituzioni europee». E la stessa Commissione europea, secondo Prima Tv, ha ritenuto che l’impostazione prescelta dalle Autorità italiane sia appropriata, atta a creare meccanismi di piena ed effettiva concorrenza nell’assegnazione di diritti d’uso di frequenze destinate alla radiodiffusione televisiva in Italia, e come tale idonea a consentire la positiva conclusione della procedura di infrazione aperta da Bruxelles contro l’Italia per i principi alla base del passaggio dal sistema analogico a quello digitale. In realtà il commissario alla concorrenza Joaquin Almunia ha ribadito più volte che le sanzioni a danno dell’Italia verranno annullate solamente dopo la verifica dell’effettiva apertura del mercato tv italiano in seguito alla conclusione del contestato concorso di bellezza.

Fonti: key4biz.it | corrierecomunicazioni.it

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