Beauty Contest: il DVB-T2 irrompe nella gara per le frequenze tv

La Rai ha quasi completato l’installazione di un trasmettitore sperimentale in DVB-T2 sul Monte Venda (Padova), che permetterà la trasmissione dei canali del digitale terrestre attraverso il nuovo standard più efficiente e performante. Il nuovo mux sperimentale (sul canale 11 VHF) potrà trasmettere in tutta la pianura padana le 3 reti nazionali in alta definizione più una quarta in 3D. E per ricevere i nuovi canali si dovrà adottare un nuovo tipo di decoder compatibile.

Il nuovo standard della tv digitale, che attualmente viene sfruttato sul mercato italiano solo da Europa 7 HD, secondo alcune indiscrezioni del Corriere delle Comunicazioni, potrebbe entrare prepotentemente nello studio della nuova gara delle frequenze tv che il governo Monti e il ministro Passera stanno portando avanti. E secondo gli esperti del Ministero solo l’adozione del DVB-T2 all’interno del “concorso di bellezza modificato” potrebbe evitare le pesanti sanzioni della procedura di infrazione UE del 2006 a carico dello Stato.

Messa da parte l’ipotesi di “gara low cost“, gli ingegneri al lavoro per il Ministero dello Sviluppo starebbero lavorando ora su un doppio fronte: da un lato gara delle frequenze tv a tempo, fino al 2017-2018, quando cioè la banda a 700 MHz potrà essere utilizzata per la banda larga mobile così come chiede l’ITU e il Parlamento europeo. Dall’altro la preparazione all’introduzione del DVB-T2 su larga scala.

Il DVB-T2 è un nuovo standard di compressione, più efficiente e resistente alle interferenze rispetto all’attuale DVB-T, che consente di trasmettere 12-14 canali là dove ora ne vengono trasmessi 6, o di moltiplicare per 4 le frequenze. Dunque un fattore moltiplicativo della capacità di trasmissione che potrebbe assicurare la fame di frequenze delle emittenti italiane, nazionali e locali. Il Regno Unito e molte altre nazioni europee lo adottano già da tempo.

L’arrivo su larga scala del nuovo standard (precisamente dal 2017) potrebbe creare nuove prospettive per la banda larga mobile. Ma in questi cinque anni di tempo si dovrebbero attuare i necessari adeguamenti degli impianti, per favorire la diffusione di nuovi apparecchi tv abilitati al nuovo standard, e l’intera popolazione sarebbe costretta a sostituire i propri decoder o tv in una sorta di secondo Switch-off del digitale terrestre.

Fonte: Corriere delle comunicazioni | dday.it

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