Copyright. Commissione Ue porta l’ACTA alla Corte di Giustizia

La Commissione europea ha deciso oggi di portare l’accordo commericiale internazionale ACTA contro la contraffazione e la pirateria informatica alla Corte di giustizia europea per verificarne la compatibilità con le norme europee. «Mi rallegro di poter annunciare che il collegio dei commissari ha appoggiato la mia proposta di portare ACTA alla Corte di giustizia europea per verificare se l’accordo è compatibile con i diritti fondamentali dell’Ue», ha detto il commissario Ue che si occupa del dossier, Karel de Gucht (dopo la rinuncia polemica di Kader Arif), al termine della riunione settimanale della Commissione europea.

La Commissione, su richiesta unanime degli stati membri, ha già firmato l’accordo probabilmente sotto le pressioni dei forti interessi economici. Ma in virtù delle pressanti e numerose proteste che ACTA genera tra i cittadini del vecchio continente, rifiutato ad esempio dai parlamenti di Polonia e Svezia, l’Esecutivo europeo ha deciso di chiedere alla Corte europea «una verifica indipendente della legalità dell’accordo», ha detto de Gucht durante un punto stampa a Bruxelles.

La scellerata disposizione commerciale, costruita segretamente in questi ultimi anni da un nutrito gruppo di multinazionali in  40 paesi nel mondo, potrebbe mettere a rischio le libertà civili online, oltre a condizionare ad esempio il commercio di prodotti “pubblici” come i farmaci generici, equiparando un qualsiasi prodotto contraffatto a un contenuto online “illegale”. Inoltre potrebbe predisporre delle linee guida su come controllare e sanzionare gli ISP e le piattaforme di condivisione online che veicolano o favoriscono il flusso di materiale coperto da Copyright.

L’eurodeputato socialdemocratico britannico David Martin, relatore al Parlamento europeo sull’ACTA, ritiene giusta la decisione della Commissione Ue di adire la Corte di giustizia. «Il commissario Karel de Gutch si è reso conto dei numerosi punti interrogativi dell’accordo», in particolare quelli legati «ai diritti e alla libertà fondamentali del trattato Ue». Martin ha sottolineato che l’Europarlamento «chiede maggiore chiarezza da lungo tempo» e la sentenza della Corte «sarà una buona garanzia per l’impatto sui diritti fondamentali». Intanto, gli eurodeputati continueranno a esaminare l’ACTA, a partire dalla discussione prevista per il 29 febbraio in seno alla commissione per il Commercio internazionale.

Fonti: ANSA | AGI

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