Digitale terrestre Calabria: conflitto di interessi per il canale Esperia Tv?

In vista dello Switch-off del digitale terrestre nella regione della Calabria, previsto per il mese di giugno, le istituzioni e le parti coinvolte del settore tv locale discuotono in questi giorni sulle consuente problematiche economiche e organizzative del passaggio. Ma attraverso un’interrogazione parlamentare presentata mercoledì scorso da esponenti del PD (primo firmatario Dario Franceschini), e indirizzata al premier Monti, al ministro dello Sviluppo economico Passera, e al sottosegretario Paolo Peluffo, viene alla luce un caso tipicamente “italiano” che mette in rilievo il solito conflitto di interessi nel mercato della televisione sullo sfondo, stavolta, del passaggio al digitale terrestre.

L’accusa è rivolta nei confornti dell’emittente crotonese Esperia Tv (canale 87 digitale terrestre). Il proprietario, l’imprenditore Massimo Marrelli, è anche il consorte della vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi (Pdl). E il Corecom Calabria, l’organismo di garanzia sulle comunicazioni (di nomina politica e controllato dalla regione), ha chiesto in questi giorni allo Stato più tempo e, soprattutto, più soldi per le emittenti locali in vista dello switch-off. In soldoni, un organismo alle dipendenze della regione chiede di finanziare emittenti tra cui quella di proprietà del marito della vicepresidente.

Il conflitto sembra essere palese, ma c’è di più. Perché balza agli occhi degli interroganti la strana coincidenza dell’avvicendamento al Corecom avvenuto in tutta fretta all’inizio dell’anno con non poche polemiche: insediatosi nel settembre 2010, venne poi sciolto immotivatamente, per essere poi ricostituito nel gennaio scorso dal presidente del consiglio regionale, Franco Talarico (Udc). La presidente del disciolto comitato, Silvia Gulisano, ha denunciato violazioni costituzionali, della legislazione nazionale, delle leggi regionali, eccesso di potere, omissioni, abusi e, persino, documenti falsi e manomessi. Finora tutto presunto. Ma rimane incomprensibile, sul piano politico, la nomina di due vertici nell’arco di un anno in seno alla stessa maggioranza. Il sospetto, adombrato da più parti, è che l’avvicendamento non sia stato dettato da motivazioni politiche. Ma per ben altri fini.

In relazione all’interrogazione parlamentare del Pd, il presidente del Corecom Calabria, Sandro Manganaro, e i commissari Gregorio Corigliano e Paolo Posteraro hanno diffuso una nota di precisazione. «Innanzitutto – affermano – non risulta vero che l’emittente Esperia Tv sia registrata al Corecom Calabria. Ciò detto, si ribadisce che questo Comitato lavorerà per scongiurare l’interruzione delle trasmissioni da parte delle emittenti locali e per difendere il pluralismo dell’informazione e, soprattutto, il diritto-dovere dei calabresi a essere informati. Inoltre, il Corecom Calabria ricorda che si è ancora in attesa di conoscere le determinazioni da parte del Ministero dello Sviluppo economico sul numero di frequenze da assegnare alla Regione Calabria e dei criteri di assegnazione alle emittenti».

«Pertanto – aggiunge il Corecom Calabria –, nel ribadire la nostra mission istituzionale improntata alla trasparenza e garanzia degli atti e dei comportamenti, salutiamo con soddisfazione il fatto che la Regione Calabria, anche grazie alla sollecitazione dello stesso Corecom, a partire dai presidenti Scopelliti e Talarico, è impegnata nell’elaborazione di un testo di legge a sostegno delle emittenti televisive locali».

Fonti: il Manifesto | il Corriere della Calabria

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