Beauty Contest: bocciato l’emendamento Idv per asta frequenze

L’asta delle frequenze tv non si farà, o almeno non come quella già fatta per le compagnie telefoniche. La soluzione del governo è solo una revisione dell’attuale Beauty Contest che assegnerà 6 canali. Oggi infatti la X commissione del Senato ha scartato l’emendamento Idv che proponeva la cancellazione del concorso di bellezza creato dal governo Berlusconi e il bando di un’asta onerosa per le frequenze televisive.

«Il governo delle finte liberalizzazioni si nasconde dietro la declaratoria di inammissibilità da parte del presidente della X commissione del Senato dell’emendamento Idv per cancellare il beauty contest e decide così di non mettere all’asta le frequenze televisive. Gettando la maschera, l’esecutivo Monti dimostra di volersi occupare solo dello sviluppo economico dei poteri forti. Nonostante le promesse, le dichiarazioni e le conferenze stampa viene tutelato l’azionista di maggioranza del governo, Berlusconi, nel silenzio di Pd e Udc che, in questo modo, diventano corresponsabili di questa nuova porcheria». Lo dichiarano il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, e il capogruppo in commissione Attività Produttive, Patrizia Bugnano.

«Il decreto sulle liberalizzazioni – aggiungono – si è rivelato utile solo a proteggere gli oligopoli. L’emendamento dell’Idv per la revoca del beauty contest, infatti, è stato dichiarato inammissibile solo per regalare a Mediaset, Rai e Telecom le frequenze tv senza indire un’asta pubblica. E’ l’ennesima occasione sprecata per accrescere la concorrenza e il pluralismo nel mercato televisivo, che causerà alle casse dello Stato una perdita di svariati miliardi di euro. E’ una vergogna scandalosa – concludono – chiedere sacrifici ai cittadini per poi regalare beni pubblici ai padroni del mercato tv».

Intanto il nodo beauty contest è approdato al consiglio dell’Agcom. Oggi, secondo quanto apprende Radiocor, un’informativa sulla sospensione della gara per le frequenze tv digitali è stata fornita ai componenti dell’Autorità. E proseguono i contatti, soprattutto a livello tecnico, tra l’Agcom e il Ministero dello Sviluppo economico che, lo scorso 20 gennaio, ha deciso uno stop di 90 giorni. Dopo il congelamento della competizione diversi operatori in gara hanno chiesto al Ministero accesso agli atti per valutare un ricorso.

Fonti: corriere.it – AGI

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