Copyright. Lo sciopero del Web fa fuggire i senatori del SOPA

Il sostegno della politica americana al PIPA (Protect IP Act) e al SOPA (Stop Online Piracy Act) perde ulteriori pezzi. Dopo la clamorosa protesta di ieri di decine di siti, fra cui Wikipedia versione inglese, Reddit, Google, Mozilla, che hanno deciso di oscurarsi (non proprio tutti a dir il vero) contro le proposte di legge anti-pirateria in discussione alla Camera e al Senato USA, ben 26 senatori del Congresso hanno ritirato il loro sostegno al progetto di legge, sette dei quali in precedenza avevano dato il loro supporto alla proposta anti-piracy. Nel frattempo il SOPA slitta e verrà ridiscusso a febbraio.

Da Mark Kirk a Scott Brown, per finire con la nuova star repubblicana Marco Rubio. I principali promotori di SOPA hanno dunque cambiato opinione dopo la grande serrata del web. Lo stesso Rubio ha ora parlato di rischi eccessivi per la libertà di espressione in Internet, e ulteriore rischi di assegnare un potere smisurato al governo federale per il controllo della Rete.

Il senatore democratico Ron Wyden ha inviato “una lettera virtuale” indirizzata a tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del web, esprimendo solidarietà e sostegno a favore della cancellazione dei disegni di legge che andrebbero a distruggere quella «terra aperta a tutti, dove imprenditori, pensatori e innovatori sono liberi di provare, fallire e poi riprovare ancora», mentre il SOPA e il PIPA potrebbero consegnare un vistoso potere a chi ha tanto denaro e tanti avvocati.

L’enciclopedia libera Wikipedia si gode intanto il successo ottenuto con il blackout di 24 ore nella giornata di ieri. Un nuovo messaggio di ringraziamento ha parlato di 162 milioni di utenti ora consapevoli della battaglia in corso. «Per noi non è una questione di soldi, ma di conoscenza», si legge nel comunicato diramato. I wikipediani hanno comunque lasciato intendere che la cosa non si è certo risolta qui. E sul campo di battaglia è finalmente sceso in prima persona anche il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, che ha sottolineato come «il mondo abbia oggi bisogno di leader politici a favore di Internet». I vertici del sito in blu continueranno ad opporsi all’attuale testo legislativo, considerato una minaccia per la natura di Internet.

Fonti: puntoinformatico.it | corrierecomunicazioni.it

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