Mercato Tv. ITMedia Consulting: cresce l’offerta pay, calano gli spot (1)

Nel suo nuovo Rapporto sullo stato della industry televisiva e le sue prospettive da qui al 2013, del quale riportiamo un ampio estratto, Augusto Preta, direttore generale di ITMedia Consulting, prevede il consolidarsi di trend già in atto da tempo: crescita dei ricavi della componente pay, minor incidenza del canone e della pubblicità, in calo nel 2011 per la prima volta dopo molti anni.

La televisone digitale, che è diventata la modalità più comune di accesso all’intrattenimento domestico, ha raggiunto un’ampia penetrazione in Europa: nel 2010 l’87% delle abitazioni televisive ha guardato la tv digitale, con un incremento annuo del +29%. Le abitazioni dotate di un ricevitore digitale sono vicine ai 170 milioni. La conversione al segnale digitale ha subito un’accelerazione grazie allo switch-off del segnale analogico terrestre in un mercato importante come quello spagnolo, e agli switch-over regionali in altri importanti mercati come la Francia e l’Italia. Il satellite è presente in un terzo delle abitazioni digitali e non è più la piattaforma digitale maggiormente diffusa: è stato infatti sostituito dalla televisione digitale terrestre, presente in più del 37% delle abitazioni televisive digitali. Il cavo costituisce il 21% della ricezione televisiva digitale ed è ancora lontano dallo switch-off dell’analogico. L’Europa costituisce inoltre il maggiore mercato IPTV e il più dinamico, con un incremento del 27%.

In un settore dove i confini tra broadcast e on demand non sono più così netti, la televisione è ancora il mezzo con la maggiore penetrazione tra le famiglie. E anche se Internet fornisce una gran quantità di contenuti televisivi, i video disponibili su PC non sono considerati come veri sostituti dei servizi televisivi in termini di disponibilità e qualità. Questo è il motivo per cui i principali produttori di televisori stanno spingendo verso le connected Tv, device che in futuro possono giocare un ruolo di primo piano nel portare sul televisore contenuti video disponibili online. Inoltre, gli operatori televisivi tradizionali non sono più i distributori esclusivi di contenuti video, ma si trovano a fronteggiare la concorrenza di player provenienti da diversi punti della catena del valore che stanno cercando di inserirsi nel business della distribuzione di servizi video televisivi su Internet, e, in ultima analisi, di entrare a pieno titolo nella ‘connected home’.

Nel 2010 la ripresa economica in Europa, sebbene fragile e non uniforme tra gli Stati, ha proceduto a un ritmo più rapido del previsto: in questo quadro l’industria televisiva ha tratto beneficio dalla ripresa generale e ha mostrato risultati migliori rispetto agli anni precedenti. Dopo lo sconfortante -3,1% del 2009, nel 2010 il mercato televisivo ha raggiunto € 91,7 miliardi, incrementando i ricavi del 5,6%. Va sottolineato in ogni caso che i segnali per il 2011 sono molto meno confortanti e rimettono ampiamente in discussione il recupero effettuato nel 2010.

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