Rai: riuscito lo sciopero dei lavoratori

«Lo sciopero, riuscito e molto partecipato, di oggi alla Rai conferma che nel nostro paese si vuole più servizio pubblico e non meno servizio pubblico radiotelevisivo». Lo ha affermato ieri Giorgio Merlo del Pd, vice presidente della commissione di Vigilanza Rai. La protesta indetta dai sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Ugl Telecomunicazioni, Snater e Libersind-ConFsal, ha preso di mira i tagli imposti dal Piano Industriale che secondo il Cda della tv pubblica dovrebbero risanere un debito da 350 milioni di euro.

Lo sciopero infatti è stato indetto contro la cessione degli impianti trasmittenti di Rai Way; contro la chiusura delle Riprese Esterne; contro la chiusura di Rai International, Rai corporation, Rai Med e gli uffici di corrispondenza; contro la rinuncia alle trasmissioni calcistiche, che impoverisce ulteriormente il palinsesto e la capacità di attrarre la pubblicità; contro la volontà di ridurre le capacità editoriali e produttive delle sedi Trieste, Bolzano, Aosta, Trento e Palermo; contro la volontà di non rinnovare il contratto nazionale di lavoro.

«Certo, più Rai significa anche più qualità, più pluralismo e meno condizionamento della politica e dei partiti. Che tradotto significa fare subito una riforma del governo della Rai per garantire ai vertici capacità decisionale e, soprattutto, autonomia decisionale. L’esatto contrario – continua Merlo – di chi vuole commissariare l’azienda. Un disegno politico da sventare, pericoloso e distruttivo per la Rai. Ma un disegno pericoloso perchè politicamente trasversale. E il commissariamento dell’azienda, patrocinato da molti, non sarebbe che l’anticamera della privatizzazione prima e della liquidazione poi del servizio pubblico».

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