Beauty Contest. Si del governo a odg alla manovra di Idv e Lega sull’asta per le frequenze tv

No al Beauty Contest, si all’asta sulle frequenze tv. Lo dicono all’unisono (sembra quasi assurdo) Lega e Italia dei Valori. E il governo Monti accoglie la richiesta, che sarà valutata, che lo impegna ad annullare l’assegnazione gratuita delle frequenze Tv, e a indire una successiva asta “a titolo oneroso”. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, dopo un primo no, ha annunciato il parere favorevole. Il documento, essendo stato accolto, non è stato posto ai voti.

La Lega ha infatti depositato un ordine del giorno alla manovra, firmato da Roberto Maroni, Davide Caparini, Jonny Crosio, Maurizio Fugatti, che impegnerà il governo «ad annullare il beauty contest». Nel testo dell’ordine del giorno si chiede che «fermo restando che nessun soggetto a regime possa detenere più di 5 multiplex complessivamente, deve essere consentita la conversione in DVB-T (la tecnologia del digitale terrestre) degli attuali autorizzati che operano in tecnica DVB-H (per la tv mobile) procedendo ad un beauty contest DVB-T o T2 per la sesta frequenza oggetto dell’attuale gara a cui non potranno partecipare coloro che avranno optato per la precedente conversione mentre le ulteriori 5 frequenze saranno successivamente oggetto di asta a titolo oneroso».

La recente gara 4G per il mercato delle telecomunicazioni, sostengono i leghisti, ha generato un incasso «superiore alle più rosee aspettative garantendo un’entrata di circa 4 miliardi di euro e considerata l’imprescindibile necessità di broadband e l’impetuosa crescita del mercato di riferimento è prevedibile che una nuova asta per le telecomunicazioni da realizzarsi nel prossimo biennio possa riscuotere un rilevante interesse tra gli operatori e generare nuovo gettito».

Ma anche l’Italia dei Valori ha presentato il suo ordine del giorno alla manovra (9/4829/114) contro il concorso di bellezza, a prima firma Antonio Di Pietro, sulla messa in gara delle frequente televisive. Nell’atto si impegna il governo ad adottare tutte le opportune iniziative affinchè i sistemi di radiodiffusione digitale e terrestre vengano messi all’asta. «Nessuno ci toglie dalla testa – afferma il leader IdV – nè ci può impedire di denunciare pubblicamente qualcosa che rischia di essere più di un inciucio, addirittura un atto illegale che calpesta tutte le regole della democrazia. Infatti, attraverso una procedura diversa dall’asta pubblica e segnatamente un bando in modalità beauty contest, sei frequenze potrebbero essere assegnate, di fatto, a costo zero sia a Rai che a Mediaset».

«Quindi, nell’odg che abbiamo presentato chiediamo all’esecutivo di adottare le opportune iniziative affinchè l’Agcom stabilisca le condizioni economiche di assegnazione delle frequenze tramite una procedura ad evidenza pubblica, competitiva che garantisca la partecipazione alla stessa di tutti i soggetti interessati a livello nazionale e comunitario. Ci auguriamo che gli uomini di buona volontà in questo Parlamento abbiano un sussulto di dignità, si associno alla nostra richiesta e sottoscrivano il nostro atto», ha concluso Di Pietro.

Un terzo ordine del giornoalla manovra, anch’esso accettato dal governo Monti, è stato presentato da Paolo Gentiloni del Pd. Il commento di Walter Veltroni: «Il governo ha accettato gli ordini del giorno per rivedere la gara sulle frequenze tv. Lo avevamo chiesto, è successo. Un fatto positivo, molto». Da Berlusconi nessuna dichiarazione ufficiale, ma secondo alcuni esponenti di primo piano del Pdl, l’ex premier avrebbe parlato di vera e propria “imboscata”.

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