Fusione DMT-Mediaset: primo ok dell’Antitrust

La fusione tra l’operatore di rete DMT ed Elettronica Industriale di Mediaset ottiene un primo via libera dell’Antitrust, ma con alcuni paletti. La creazione del più grande polo italiano delle torri di trasmissione broadcasting infatti supera il primo ostacolo, con la trasmissione da parte dell’Autorità per la concorrenza all’Agcom dell’orientamento preliminare positivo, risultato dell’istruttoria avviata il 5 ottobre scorso, che contiene la richiesta di alcuni impegni da parte di Mediaset.

L’Autorità per le comunicazioni si è espressa poi in modo favorevole. Oggi si riunirà il collegio dell’Antitrust: potrebbe essere il giorno della decisione. Nel documento dell’Autorità per la concorrenza si chiede a Mediaset di garantire l’accesso non discriminatorio di tutti gli operatori televisivi alle infrastrutture di trasmissione, la pubblicazione di un listino prezzi, l’offerta disaggregata delle condizioni economiche. Questi impegni, secondo questo primo orientamento, potrebbero evitare i rischi di una concentrazione.

L’operazione è stata approvata dal cda di Mediaset il 28 luglio scorso e prevede il matrimonio tra le attività del Biscione nel settore della trasmissione e DMT. Nel dettaglio, i consigli di amministrazione delle società coinvolte hanno approvato il progetto di fusione per incorporazione di Ei Towers (gruppo Mediaset) in DMT. La nuova società gestirà un portafoglio di circa tremila torri e sarà controllata al 60% da Elettronica Industriale (gruppo Mediaset).

Fonte: Radiocor

Aggiornamento: l’Antitrust autorizza la fusione tra Dmt e Elettronica Industriale (gruppo Mediaset) subordinandola a incisive misure idonee a sterilizzarne gli effetti anticoncorrenziali. Il provvedimento di autorizzazione condizionata tiene conto del parere dell’Autorità per le Comunicazioni. Il Collegio ha deciso di monitorare attentamente il rispetto delle misure: la prima relazione dovrà essere presentata entro sei mesi. In caso di una loro mancata attuazione verrà attivata la procedura di inottemperanza prevista dalla legge che prevede sanzioni non inferiori all’1% e fino al 10% del fatturato. Qui il comunicato ufficiale con le misure proposte.

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