Switch-off Marche: per Rai Way un grande successo, problemi per Mediaset e tv locali

I lavori di Switch-off del digitale terrestre nella regione delle Marche, partiti il 5 dicembre scorso dalla provincia di Ascoli Piceno, hanno ormai superato il giro di boa e si avviano alla conclusione. Come fa notare Sanzia Milesi su millecanali.it non sono stati rilevati grossi problemi il 7 dicembre all’atto dello spegnimento (e della riaccensione in digitale) del ripetitore di Monte Conero, una della stazioni più importanti dell’area di Ancona e provincia.

Dalle informazioni rilevate da Tv Digital Divide però nei giorni seguenti si sono registrati numerosi problemi da parte dell’utenza tv di molti comuni marchigiani per la ricezione dei canali Mediaset, soprattutto sulla fascia costiera adriatica da Fano a Senigallia, da Falconara Marittima a Civitanova Marche. Il prossimo passo della transizione sarà la conversione in digitale dei segnali provenienti dal Monte Nerone con Pesaro (il 20 dicembre), e infine la fascia interna di Urbino, che il 21 dicembre concluderanno il passaggio al digitale terrestre nelle Marche.

Per il direttore di Rai Way, Mirco Palmieri, che ha diretto le operazioni per la televisione di Stato con una squadra di quasi una trentina di addetti sul campo, un «successo di cui andar fieri. Dal punto di vista tecnico non abbiamo avuto alcun problema – racconta a caldo con tono d’orgoglio – . Gli impianti hanno risposto secondo le aspettative e le operazioni di switch-off ci hanno impegnato dalle 6.30 alle 10 del mattino, con accensione/spegnimento del segnale e controlli sul posto della qualità del segnale. Ma il risultato più importante, oltre alla buona copertura d’area con 1 milione e 200mila abitanti raggiunti, è certamente la preparazione dell’utenza, che non ci aspettavamo. Ormai parliamo di una tecnologia non più sopportata, ma accettata. Lo vediamo dalle domande che arrivano al call center e lo dobbiamo anche alle nostre campagne di sensibilizzazione, con antennisti e giovani nelle scuole».

Detto questo per una grande corazzata come la Rai, continuano però a “vedere nero” alcuni editori e proprietari delle emittenti televisive della regione, che lamentano gare convulse, posizioni in graduatoria poco premianti rispetto al proprio impegno su scala locale e soprattutto il grave rischio di interferenze dalle vicine coste di Croazia e Slovenia su quelle frequenze appunto condivise con i Paesi dell’ex-Jugoslavia che “le grandi” (Rai e Mediaset in primis ma non solo) hanno lasciato in toto “alle piccole”.

Il passaggio al digitale nelle Marche va dunque di corsa e tutti corrono. Fino all’ultimo la Regione, con il Presidente Gian Mario Spacca e il presidente dell’Assemblea Legislativa Vittoriano Solazzi, avevano chiesto il rinvio del passaggio, dichiarandosi pronti a guidare un’azione legale per la richiesta di risarcimento danni qualora anche una sola emittente locale fosse rimasta oscurata e rimbrottando con toni decisi l’Agcom e il Ministero, per esempio a proposito del Piano Frequenze (“un colpo di Stato” – aveva incalzato Solazzi a fine novembre in Consiglio). Ora la graduatoria per l’assegnazione delle frequenze è uscita e il dado è tratto anche per l’assegnazione LCN. Tv Centro Marche svetta in entrambe le graduatorie.

Si attendono comunque le ultime settimane di dicembre per tirare il fiato e guardarsi un po’ attorno. Anche se già si vocifera di una sorta di “class-action” che potrebbe compattare la protesta di alcuni editori locali meno gratificati della Spa jesina dalle elaborazioni del Ministero dello Sviluppo Economico. Intanto il Corecom prosegue la sua azione sul territorio e l’Adiconsum le sue campagne informative. Gli inserzionisti pubblicitari sembrano tirare le cinghie del mercato e il sindacato dei giornalisti drizza le antenne, preoccupato dei risvolti occupazionali del delicato momento. La Regione ha firmato un provvedimento con cui consentire deroghe urbanistiche per i ripetitori e ha varato un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria e dei consumatori (da Confindustria a Cittadinanza Attiva) per garantire procedure e costi nelle installazioni delle antenne. Intanto, però, un tecnico ha perso la vita in un incidente a Peglio.

Fonte: millecanali.it

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