Digitale terrestre Marche. TVRS: “lo Switch-off all’italiana produce devastanti effetti alle tv locali e all’utenza”

«La grave sottovalutazione del pericolo fisico che è insito in una operazione globale quale lo Swich-off totale all’italiana produce i suoi gravi e devastanti effetti sino al punto di mettere in gioco la vita di lavoratori e cittadini». La denuncia viene da Gabriele Betti della s.p.a. Beta di Recanati (MC), editrice della tv regionale marchigiana TVRS.

«Lo Switch-off è all’italiana perchè nessuna nazione ha spento e riacceso in un giorno vaste aree come queste», continua Betti in una nota trasmessa al presidente della Regione e dell’Assemblea delle Marche ed ai Consiglieri e girataci con richiesta di pubblicazione. “Lo Switch-off è all’italiana perchè non si assegnano le frequenze la sera prima dell’evento come avvenuto in Toscana e in Umbria; perchè non si deve fare dal 5 al 21 di dicembre (qui il calendario completo del passaggio delle Marche – ndr); perchè si fa finta di non sapere che in dicembre nevica e la popolazione ha il diritto di mantenere attivo il canale di comunicazione del servizio pubblico e delle televisioni locali; perchè deve togliere le frequenze alle emittenti locali e consegnarle gratis alle emittenti nazionali, Mediaset e Rai in primis».

«Lo Switch-off è all’italiana perchè chi ha operato al potere ha avuto il totale disprezzo degli operatori minori e delle popolazioni coinvolte – insiste l’editore locale – perchè nel mese di dicembre devasta il mercato degli inserzionisti sulla televisione locale nel mese più importante dell’anno mettendo a rischio posti di lavoro in un periodo colpito dalla crisi e perchè persegue la logica di compressione e limitazione del pluralismo e dei diritti garantiti dalla costituzione». «E’ stato fatto invito da molte parti – agli uffici del Ministero – di poter interrompere le operazioni di switch-off, almeno per le Marche, e di rinviarle alla primavera prossima per consentirne lo svolgimento in un clima sereno e con le necessarie tempistiche. Al momento non si degnano neppure di rispondere – denuncia Betti – Vale appena, in questo contesto, ricordare come dovevano essere comunicate le frequenze alle emittenti locali con almeno 30 giorni di anticipo e poi dovevano essere disponibili altri 50 giorni per ospitare le emittenti escluse dalla graduatoria (must carrier). Ma niente di tutto questo viene rispettato: sembra che proprio chi dovrebbe essere “il pilastro della legalità”, cioè lo Stato, si stia impegnando con tutte le forze per negarla.

In questo contesto le frequenze, in Liguria e Toscana, sono state assegnate alle emittenti locali (e solo a loro) esattamente la sera prima degli switch-off (in Umbria alle 21 del giorno precedente). Oltre ai pericoli ed ai disagi esposti sono emerse già in Toscana e Umbria tutte le criticità tecniche che colpiranno soprattutto le emittenti locali, vero bersaglio di questa espropriazione delle frequenze a favore delle nazionali. In questo contesto ci sentiamo in dovere di richiedere ufficialmente alla Regione Marche di adoperarsi direttamente con il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico Dott. Passera per interrompere questo Swich-off per la regione Marche, ultimo della sequenza iniziata con la Liguria e ora in corso in Umbria, in programma per il 5 dicembre», conclude Betti.

Fonte: newslinet.it

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