Prima Tv: “No a rinvii o modifiche del Beauty Contest del digitale terrestre”

Prima Tv: no a rinvii e modifiche dopo il cambio di Governo. E’ questa la scontata opinione sul concorso di bellezza del digitale terrestre espressa dalla società di proprietà di Tarak Ben Ammar, uno dei soci più stretti dell’impero mediatico di Berlusconi. Sul Beauty Contest per l’assegnazione gratuita di sei frequenze «serve chiarezza», visto che sono in ballo, sommati i progetti editoriali di tutte i partecipanti, «circa 300-350 milioni di investimenti». Lo dice a Radiocor Egidio Viggiani, direttore degli Affari generali di Prima Tv, il gruppo di proprietà di Ben Ammar che opera sul digitale terrestre italiano con il multiplex D-Free, alla luce del rischio di rinvio o di modifica della gara richiesta da più parti al nuovo esecutivo di Mario Monti.

Ipotesi che porterebbe «a un passo indietro importante per l’economia del Paese. Per sederci al tavolo – ricorda – sono state versate delle fidejussioni. Nel nostro caso abbiamo versato due fidejussioni da 2,5 milioni di euro ciascuna. In più abbiamo dovuto garantire il 10% del nostro investimento previsto per l’eventuale realizzazione della rete. Mi piacerebbe che fosse fatta chiarezza subito sulla situazione anzichè continuare a leggere titoli catastrofici sulla stampa». Viggiani sottolinea poi di essere convinto che «il nuovo Governo non può che continuare sulla stessa linea del Governo precedente che con l’opera svolta dal ministro Romani si è allineato al diktat di Bruxelles. Sono convinto che, in questo momento di crisi economica, è molto difficile riuscire a trovare soggetti in grado di acquisire le frequenze e pianificare l’investimento necessario. La gara ha invece individuato soggetti importanti, tra cui anche Sky, disposti a rischiare risorse ingenti perchè credono nel mercato del digitale terrestre».

Viggiani tralascia il dettaglio che nessuno, soprattutto dall’estero, si sogna di investire in un mercato tv italiano chiuso dall’onnipresente duopolio Rai-Mediaset con il terzo incomodo Sky. Dato che la gara non competitiva, nata per creare un’apertura alla concorrenza e imposta per evitare le pesanti sanzioni europee derivanti dalla Legge Gasparri 2004, è divenuta una vera è propria barriera di mercato. E, aggiungo io, che proprio in questo periodo di crisi, dove le compagnie della telefonia sono riuscite a spendere quasi 4 miliardi di euro per le stesse frequenze, le solite tv nazionali andrebbero ad intascarsi altre risorse frequenziali senza alcun tipo di investimento.

Viggiani aggiunge che Prima Tv ha «presentato un piano editoriale importante, prevede la diffusione di un canale ad alta definizione e di altri quattro canali che rappresenteranno un’offerta nuova per il digitale terrestre». Vista la portata dei soggetti in gioco, tra cui Rai, Mediaset, Sky e Telecom Italia Media, Viggiani sottoliena che «si va incontro alla richiesta di Bruxelles di aumentare il pluralismo». La gara secondo i tempi previsti si dovrebbe concludere tra fine mese e inizio di dicembre per poi procedere all’assegnazione delle frequenze a febbraio-marzo del 2012. Alla prima fase del concorso di bellezza, oltre a Prima Tv, sono stati ammessi Canale Italia (per i lotti A2 e A3), Telecom Italia Media Broadcasting (per i lotti B1, B2 e C1), Elettronica Industriale Mediaset (per i lotti B1 e B2), Sky Italia Network (per il lotto A2), Europa Way ( per il lotto A1), 3lettronica Industriale (per il lotto A2) e la Rai (per i lotti B1 e B2).

Fonte Corriere.it

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