Rai: anche la Corte dei Conti indaga sulla compravendita dei film a prezzi gonfiati

Non c’è proprio pace per la Rai. L’azienda della tv pubblica, dopo le verifiche e le perquisizioni disposte dalla Procura di Roma, è ora indagata anche dalla Corte dei Conti sulla compravendita dei flim a prezzi gonfiati, e sulla possibile evasione fiscale. Un sistema di elusione dell’erario già utilizzato da Mediaset e RTI in passato, società sotto processo nel caso Mediatrade.

Le indagini degli investigatori si concentrano sul ruolo dei direttori di Rai Cinema e Rai spa dal 2003 ad oggi, e su quello delle società mediatrici coinvolte nell’acquisto dei prodotti cinematografici, come la Wiltshire Trading del produttore Mohamed Farouk (detto Frank) Agrama (lo stesso personaggio del processo Mediatrade), con le grandi case cinematografiche statunitensi. Secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti sarebbrero girate infatti fatture false per alzare i costi dei film e ottenere un surplus da intascare, che nel caso di Mediaset sarebbe stato trasferito per creare i famosi fondi neri.

Il caso dell’enorme evasione fiscale sulla compravendita di film è partito da un’email spedita nel 2000 dal vicepresidente del settore sviluppo della Paramount di Los Angeles, Chris Ottiger, al responsabile della Paramount Italia, Giovanni Pedde, e ad altri dirigenti, nella quale definì oltraggioso il ricarico del 100% effettuato dalla società Agrama. Mentre per il processo Mediatrade si parla di 200 milioni di euro utilizzate da Mediaset per evadere le imposte sul reddito per il 2003-2004, per la Rai le cifre non sono state ancora quantificate, anche se la Guardia di Finanza analizzando i bilanci e i contratti avrebbe già rilevato numerose anomalie.

Fonte: Il Corriere della Sera

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