Switch-off Umbria. Marini: “Passaggio opportunità per sistema tv, ma siamo preoccupati”

«Il passaggio al digitale terrestre rappresenta senza dubbio un’opportunità per il miglioramento del sistema televisivo sia sotto il profilo del maggiore pluralismo dell’informazione sia per quanto riguarda la qualità tecnica delle trasmissioni. Non possiamo nascondere la nostra preoccupazione però per i ritardi con cui il Ministero sta procedendo all’assegnazione delle necessarie frequenze alle emittenti regionali e locali».

Ha così dichiarato oggi la Presidente della Giunta regionale umbra Catiuscia Marini nel corso della conferenza stampa di illustrazione del passaggio dell’Umbria al nuovo sistema digitale che si è tenuta a Perugia. Dal 17 novembre (qui il calendario completo – ndr) l’Umbria sarà interessata con il passaggio dei comuni di Castiglion del lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, e Panicale e «la Regione – ha dichiarato Marini – ha cercato in questi mesi che hanno preceduto lo switch-off di fare tutto ciò che era possibile e quanto poteva essere di sua competenza per tutelare le famiglie umbre e contemporaneamente supportare le aziende televisive locali e regionali in quell’adeguamento tecnologico indispensabile per garantire la continuazione della programmazione televisiva nel nuovo sistema di trasmissione».

«Purtroppo tutto questo rischia di essere compromesso dalla mancata assegnazione delle frequenze che invece il Ministero, anche pubblicamente, aveva garantito. Tra l’altro in questi giorni è venuto a mancare anche l’interlocutore politico, ma non appena insediato il nuovo governo è chiaro che la Regione si farà carico di rappresentare al nuovo ministro eventuali problematiche e difficoltà che dovessero verificarsi. E’ importante che tutti i cittadini siano informati – ha concluso – perchè è probabile che nei primi giorni del cambio di sistema potranno verificarsi inconvenienti e problemi soprattutto per le televisioni locali e regionali che, ormai a due giorni dal passaggio, ancora non hanno le frequenze e quindi non hanno potuto procedere nelle prove e nelle verifiche degli impianti». (ASCA)

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