Che fine ha fatto il Beauty Contest del digitale terrestre?

Dove è andato a finire il contestatissimo Beauty Contest del digitale terrestre? Che fine ha fatto la gara pubblicia non competitiva che dovrebbe regalare 6 frequenze alle tv nazionali, rafforzando il nostro poco invidiato duopolio tv? Me lo chiedo io e se lo chiede oggi anche Repubblica Affari&Finanza, che pubblica in esclusiva alcuni rumors sulla “non gara” della tv.

Dal Ministero dello sviluppo due mesi or sono avevano accelerato i tempi per concludere in modo deciso il concorso di bellezza, procedendo all’apertura delle buste dei candidati, alle relative nomination e all’eliminazione dei concorrenti meno “gradevoli”, cioè DBox e Tivuitalia.  Da allora però buio completo. Nessuna news, neanche una nota da parte del ministro Romani.

Secondo la Repubblica, che ha pescato tra le voci sussurate nei corridoi segreti del Ministero, a provocare questo strano empasse sarebbe una clamorosa mossa a sorpresa di Romani, anzi addirittura tre. Innanzitutto il ministro starebbe ancora una volta cercando di escludere Sky dall’assegnazione di un mux per i nuovi entranti, per la precisione dal lotto A2, dopo i tanti mesi passati dai suoi collaboratori presso la Commisione europea nel tentativo vano di eliminare dalla gara il maggiore e unico concorrente di Mediaset. Dalle colonne del quotidiano del gruppo L’Espresso si ipotizza che in Europa la pay-tv di Rupert Murdoch stia subendo una perdita di appoggio politico, conseguente agli scandali della News Corp e del giornale inglese News Of The World, e dal Ministero cercano di far apparire la possibile esclusione come un episodio interno del mercato italiano.

Inoltre, sempre secondo il giornale di Ezio Mauro, lo stesso lotto A2 ambito da Sky potrebbe finire sempre gratis nelle mani di 3 Italia di Vincenzo Novari. Infine l’indiscrezione più clamorosa parla di un’eventuale esclusione della Rai dalla gara per il lotto B, che comprende due canali da assegnare ai vecchi incumbent. Una delle due frequenze più pregiate tra i canali 55 UHF e 58 UHF (l’altra è già stata prenotata “d’ufficio” per Mediaset) potrebbe essere assegnata automaticamente a Telecom Italia Media, che in questo modo potrebbe accaparrarsi ben due multiplex, sommato a quello del lotto C1 dove concorre da sola.

Insomma, al di là delle indiscrezioni, il concorso di bellezza del digitale terrestre, tra le crisi di governo e quelle economiche, non sarà una “non gara” scontata come si pensava e potrebbe concludersi solo nel 2012. Il beauty contest perciò rischia di divenire un’interminabile sfilata delle tv nazionali, che potrebbe subire più volte degli stop provocati dai numerosi ricorsi (già partiti quelli di Sky, della Rai, di Tivuitalia e di TI Media) e dagli interventi di boicottaggio delle tv locali. Telelombardia di Sandro Parenzo, Antenna 3, Canale 6, e Telenorba di Luca Montrone sono già impegnati negli attacchi frontali contro l’assegnazione gratuita dei canali alle tv nazionali, mentre vengono espropriati 9 mux venduti nell’asta LTE al comparto tv regionale.

Intanto, dall’Europa arriva una novità che potrebbe in futuro spazzare via le polemiche sul concorso di bellezza del mercato tv tutto italiano. In linea con le direttive e gli obiettivi dell‘Agenda Digitale Europea, l’UE ha intenzione di favorire ancora più la nascita di un grande mercato unico del traffico wireless. Un’iniziativa di sviluppo del settore ICT e delle telecomunicazioni che farebbe sicuramente da volano per la ripresa economica. Per realizzarlo dovrà imporre, secondo le prime decisioni del Consiglio dei ministri europei, la liberazione entro il 2015 della cosiddetta banda 700 MHz (già sfruttata negli USA) a favore della telefonia mobile. Una parte dello spettro del dividendo interno (in futuro esterno), cioè i canali 51-60 UHF, che attualmente viene spartita tra i soliti incumbent della televisione italiana (nel beauty contest), ma che potrebbe essere causa diretta di uno sconvolgimento degli equilibri del mercato tv, nel caso fosse destinata all’uso della banda larga mobile.

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