Switch-off Genova: la guerra dei tralicci dietro i disservizi dei canali Rai

Purtroppo in queste ore la città di Genova conta i danni e i morti conseguenti alla tragedia dell’alluvione. Ma nel frattempo, in seguito allo Switch-off del digitale terrestre, continua anche l’oscuramento dei canali Rai in molti quartieri della città. Un grave disagio che limita fortemente l’informazione al cittadino proprio nel momento di assoluto bisogno.

Direttamente da Raiway, l’operatore di rete della tv pubblica, negli ultimi giorni sono arrivate differenti e contraddittorie motivazioni sul disservizio: inizialmente la Rai ha dato la colpa al malfunzionamento di vecchi modelli di decoder da risettare, poi ha consigliato l’adeguamento degli impianti d’antenna nei condomini, e infine ha accusato gli antennisti di aver puntato le antenne, per scelta o per comodità, verso il ripetitore sbagliato.

Ma secondo il quodiano Il Secolo XIX, i problemi di copertura dei segnali tv della Rai nel capoluogo ligure non solo dipendono da problematiche tecniche momentanee legate al passaggio al digitale terrestre (ad esempio dalle interferenze tv che arrivano dalla Toscana), ma derivano anche da una vecchia disputa tra l’Ente Parco di Portofino, che ospita le antenne di trasmissione di RaiWay, e la stessa tv pubblica. Dopo anni di battaglie e di denuce per l’elevato livello di emissioni elettromagnetiche in nome della salvaguardia del territorio e dei visitatori del parco, nel settembre scorso l’Ente di Portofino e la Rai hanno raggiunto l’intesa di dismettere uno dei tralicci installati sul promontorio situato al centro dello stesso parco. Lo smantellamento di questo palo, informa il quotidiano genovese, ha però causato il probabile depotenziamento della stazione (che secondo la Rai dovrebbe coprire il 60% del terriorio della città di Genova), con tutti i ripetitori tv montati su uno unico traliccio.

Per evitare ulteriori problemi di copertura RaiWay ha pensato allora di attivare con bassa potenza il vecchio ripetitore tv situato sul Monte Fasce (che invece nei piani iniziali della Rai doveva essere eliminato); una postazione tv “di scorta” che potrebbe essere potenziata nelle emissioni solamente in caso di bisogno. Questa doppia fonte di segnali tv della Rai ha quindi generato al momento della transizione digitale un caos di frequenze, con varie interferenze e sovrapposizioni, e ha ingannato anche i tecnici installatori che erano soliti direzionare tutte le antenne casalinghe verso Monte Fasce, ripetitore che trasmette in quella zona anche molti altri canali nazionali e locali.

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