Servizio Pubblico vera rivoluzione per la televisione italiana

La nuova impresa televisiva di Michele Santoro, Servizio Pubblico, che partirà giovedì 3 novembre dalle ore 21 su un network di tv locali su tutta la nazione, sui canali d’informazione di Sky, e sul Web, sarà un evento mediatico sperimentale, innovativo e rivoluzionario per la tv italiana, chiusa da troppo tempo nel suo duopolio pubblico-privato.

«Non più la televisione di Stato, ma nemmeno le tv private nazionali (a parte Sky). Saranno le principali tv regionali private che permetteranno alla trasmissione di Michele Santoro di essere vista complessivamente su tutto il territorio nazionale», afferma Sandro Parenzo, editore di Telelombardia, intervistato da Articolo21. «Un’emittente televisiva in media per ogni regione, più quelle che potenzialmente potranno mettersi in gioco strada facendo, lanciano una vera e propria sfida: dimostrare – sottolinea ancora l’imprenditore – che stringendosi insieme in una sorta di network possono dare vita ad una copertura nazionale e ‘reggere’ la portata di un programma come questo. Potrebbe rappresentare una vera e propria innovazione in grado di rivoluzionare le modalità di fare comunicazione televisiva».

Antonio Sassano, ordinario di Ricerca operativa all’Università Sapienza di Roma, fra i massimi esperti di frequenze televisive scrive su Facebook: «Sarà, credo, l’evento mediatico dell’anno. Il programma di Santoro sarà centrale non tanto per il fatto di essere un programma “senza editore” e multipiattaforma; ma piuttosto per essere, in modo dichiarato, un programma che vuole arrivare a tutti». «La scelta di appoggiarsi ad un consorzio di televisioni locali – afferma il prof. Sassano – ha più l’obiettivo di indicare una strada che si propone di aumentare in modo significativo gli ascolti».

«Il vero messaggio del nuovo programma è ‘si può fare!‘ (Frankenstein jr. e non Obama). Il vero messaggio è il mezzo (gli amici mass-mediologi perdonino il camice bianco per la citazione banale). Servizio Pubblico risponde all’obiezione ‘ma quello che conta è la pubblicità’ raccogliendo la pubblicità per un singolo evento (e anche un mini-canone dal pubblico più affezionato). Ma, cosa più importante, risponde all’obiezione ‘ti vedranno in pochi ma buoni’ utilizzando la piattaforma digitale terrestre che esiste e che, come qualcuno sognava, ha rimosso la barriera tecnologica all’ingresso di nuovi operatori costituita dal controllo delle frequenze».

Paradossalmente, continua Sassano, «mentre il beauty contest sembra rafforzare la chiusura del mercato a nuovi operatori, Servizio Pubblico ci mostra l’esistenza di un sentiero in grado di aggirare le Termopili televisive. All’ultima obiezione ‘.. ma che estensione e che qualità di servizio può avere una rete fatta da tante televisioni locali?’ rispondo con una simulazione ed una mappa. Sulla base dei dati Wiki del sito OTG-TV, di Oliviero Dellerba, ho ricostruito (in modo approssimato) le aree di servizio di tutte le emittenti italiane e valutato la copertura potenziale della trasmissione di giovedì prossimo. La simulazione dice che quasi 51 milioni di utenti sono raggiungibili con qualità buona (Q3 – blu+celeste) e che oltre 48 milioni lo sono a qualità ottima (Q4 – blu). Un risultato davvero fantastico e impensabile nell’era analogica».

Fonti: corrierecomunicazioni.it | Ansa

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