Diritti Tv Calcio: c’è utile nel mercato del pallone

Per vincere ed eccellere in Italia e in campo europeo bisogna fare iniezioni di denaro esorbitanti; ma per essere competitivi su scala nazionale è sufficiente una oculata gestione dei costi, nonostante la forte dipendenza dagli introiti provenitenti dai diritti televisivi (quasi l’80% dell’intero fatturato), e i grandi problemi quali l’assenza di stadi di proprietà, scarso merchandising, la crisi nella vendita di biglietti e abbonamenti e protezione inesistente contro i prodotti contraffatti.

E’ questa la fotografia, si legge su Milano Finanza di oggi, del calcio italiano che emerge calcolando quanto hanno versato negli ultimi cinque anni i soci di 12 club tra i più rappresentativi del panorama calcistico nazionale: ovvero le 8 società che danno vita ai quattro derby storici del campionato: Inter, Milan, Torino, Juventus, Sampdoria, Genoa, Roma e Lazio; con l’aggiunta di Fiorentina, Napoli, Udinese e Palermo.

Se da un lato troviamo l’Inter che ha costretto i suoi soci a versare oltre 390 mln per ottenere successi sportivi sia in campo nazionale che internazionale, incassando una media di 70 mln l’anno per i diritti tv; dall’altro l’Udinese ha ottenuto risultati operativi apprezzabili, riuscendo a generare utili e a girare ai propri azionisti anche cedole per 4 mln, nonostante incassi poco più di 25 mln di euro medi l’anno per la ripartizione dei diritti televisivi. In mezzo c’è una grande varietà di esperienze manageriali-sportive che vanno dal flop Juventus, da circa 225 mln, anche se incassa più di tutti dai diritti tv (più di 80 mln l’anno), all’exploit Napoli, società che incassa più di 50 mln all’anno per i diritti tv, e che il presidente Aurelio De Laurentiis, è riuscito a riportare ai vertici nazionali senza versare un euro per ricapitalizzare il club negli ultimi cinque esercizi. I rossoneri del Milan, che incassano circa 80 mln l’anno dai ricavi delle licenze di trasmissione tv, sostenuti dalla Fininvest con circa 190 mln in cinque anni, possono come i cugini dell’Inter, mettere sul piatto una discreta quantità di successi.

Si distinguono per una gestione economica virtuosa Udinese e Napoli, che tra l’altro ottengono meno ricavi rispetto alle 3 storiche società del calcio italiano (Inter, Milan, Juventus) dalla ripartizione della vendita congiunta da parte della Lega Calcio dei diritti televisivi. Pur con ambizioni sportive differenti, visto che il club partenopeo si è ulteriormente rafforzato, mentre quello friulano si è privato di due pedine fondamentali quali Alexis Sanchez e Gokhan Inler. Sia l’Udinese sia il Napoli, negli ultimi cinque anni, non hanno mai chiesto soldi ai loro azionisti. La società bianconera è stata addirittura l’unica, tra quelle prese in considerazione nell’analisi di MF-Milano Finanza a pagare un dividendo; al termine della stagione 2007-2008 l’Udinese ha girato infatti alla famiglia Pozzo una cedola di 4 milioni di euro.

Fonte: MF-DJ

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