Guerra Tv Locali: CRTL impugna l’asta LTE e prepara il ricorso per il beauty contest del digitale terrestre

Le associazioni delle tv locali, fortemente penalizzate dal riassetto del dividendo digitale televisivo imposto dal governo, non ci stanno più e avviano i ricorsi per tanti mesi minacciati.

Il primo a scagliarsi contro le discriminazioni subite dal settore, che comprende più di 600 piccole e grandi aziende, è il Comitato Radio Tv Locali che ha impugnato la procedura dell’asta LTE, gara che ha appena assegnato per 3,9 miliardi di euro le frequenze tv alle compagnie telefoniche, tutt’ora però occupate delle stesse emittenti locali, che saranno costrette a liberarle entro 15 mesi.

CRTL ha impugnato infatti la procedura d’asta con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Secondo l’associazione, la procedura «espropria le tv locali dalle frequenze», dunque «è anticostituzionale, fa chiudere almeno 200 emittenti». «Lo Stato – minaccia l’associazione – ci rifonderà per danni più di quanto incassato», (si parla di ben 5 miliardi). L’associazione annuncia poi il ricorso contro il concorso di bellezza del digitale terrestre che sta per regalare 6 canali alle tv nazionali.

«Ci siamo sempre chiesti: ma perché il governo ce l’ha con noi? La risposta è arrivata alla fine dello scorso anno con la Legge di Stabilità dove, a cominciare dall’articolo 8 (l’esproprio delle nostre frequenze è tra le prime 10 priorità dell’agenda del Governo Berlusconi! ), ha deciso di vendere (all’asta) alle società di telecomunicazioni le frequenze dall’UHF 61 al 69 occupate dalle tv locali (il cosiddetto dividendo digitale esterno). In cambio – e solo a chi consegna spontaneamente la frequenza prima dell’assegnazione – verrebbe dato un irrisorio indennizzo (il condizionale è d’obbligo, coi tagli annunciati dal ministro Tremonti). Una norma che sembra partorita in uno stato dittatoriale o, come direbbe il premier: “comunista”.

Ma perché non si sono espropriate in proporzione anche le frequenze delle tv nazionali? Il governo in sostanza risponde: “Eh…no ! Quelle non si toccano..anzi..sapete che c’è ? C’è una legge che prevede di regalare ad alcune tv nazionali, delle altre frequenze che abbiamo tenuto da parte quando abbiamo fatto lo switch-off digitale” ( il cosiddetto dividendo digitale interno) .

Peccato che il passaggio in digitale è sempre più drammatico per centinaia di emittenti locali che, a causa delle frequenze “tenute da parte” per regalarle alle “più belle” tv nazionali (il bando per l’attribuzione del dividendo interno si chiama proprio “beauty contest”, perché premia i progetti nazionali “più belli”), si sono ritrovate con situazioni interferenziali ingestibili e sono dovute ricorrere al Tribunale Amministrativo per farsi assegnare provvisoriamente tali frequenze. Che, si badi, non è vero, come cercano di far credere, che sono residuate grazie al cambio di tecnologia: la verità è che non sono state assegnate alle locali per regalarle a Mediaset, Rai, ecc..

Ma che sfacciataggine: espropriano le frequenze alle tv locali e le regalano alle tv nazionali! Ma siamo fiduciosi che la Giustizia Amministrativa e la Corte Costituzionale (semmai non intervenga prima la magistratura penale) faccia il suo lavoro e ci liberi da questo cappio al collo. Per parte nostra, abbiamo impugnato il bando-esproprio delle telcom, il nuovo regolamento capestro del digitale terrestre ed in settimana depositeremo ricorso contro il bando “Beauty Contest”.

Comitato Radio Tv Locali

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