Santoro apre sul web il Servizio Pubblico e chiede 10 euro per i Comizi d’Amore

Come annunciato nei giorni scorsi, Michele Santoro e la sua squadra approdano sul Web con il sito www.serviziopubblico.it dell’associazione omonima (Servizio Pubblico) costituita per la raccolta di fondi per il nuovo programma Comizi d’Amore, in onda dal 3 novembre su Internet e su una rete di tv locali sul digitale terrestre e su Sky (Telelombardia, Antenna 3, Rtv 38, TeleCapri, Videolina, Telefriuli, Antenna Sicilia e Primo Canale, Telenuovo, Telestudio).

Il popolare giornalista e conduttore esordisce sul nuovo sito con un lungo intervento video, intitolato “10 euro di tivvù“, con il quale chiede appunto al suo pubblico un contributo per fare partire la nuova stagione tv multipiattaforma della squadra di Annozero e per divenire azionisti dell’associazione. Online anche la prima esclusiva del sito, l’intervista di Francesca Fagnani a Iman Fadil, testimone nel processo Ruby. Zerostudio’s, la società editrice del programma, conta di mandare in onda in tv e sul Web 25 puntate, dal costo di 250 mila euro cadauna, anche se, a detta di Costantino Federico editore di TeleCapri, per ora sono in calendario solo 8 puntate.

«Mi hanno chiesto – racconta Santoro – perché non provo a fare a meno dell’aiuto del pubblico, in fin dei conti un programma televisivo dovrebbe reggersi sulle risorse che trova sul mercato per stare in piedi. Già, ma come mai un programma come il nostro che l’anno scorso ha avuto dei risultati così straordinari dal punto di vista degli ascolti e della pubblicità non è in onda nella televisione italiana? Voi sapete molto bene quello che in tanti fingono di non sapere e cioè che in Italia non esiste né un vero mercato, né un vero servizio pubblico, perciò senza il vostro aiuto, senza l’aiuto del pubblico noi saremmo stati cancellati da molto tempo nella tv italiana».

«Il fatto è che in questo momento – evidenza – tutti coloro che potevano avere qualche dubbio sul fatto che io abbia lasciato la Rai, dopo quello che è successo a Serena Dandini e Roberto Saviano, possono capire che questi dubbi è meglio che se li facciano passare. La nostra Costituzione e anche la Carta europea dei diritti dicono chiaramente che un governo non deve avere interferenze nella libertà di espressione e invece questo governo ha fatto di tutto per impedirci di lavorare serenamente e liberamente in Rai. E abbiamo buone ragioni per ritenere che abbia fatto di tutto anche per impedirci di andare a lavorare a La7». «Diciamo che oggi – prosegue – noi ci ritroviamo ad essere come il commerciante tunisino che va con il suo carrettino per vendere frutta e verdura e quando gli impediscono di vendere i suoi prodotti si dà fuoco. Soltanto che noi non ci daremo fuoco, sia ben chiaro, anche se stiamo andando in giro col nostro carrettino per vendere la nostra frutta, la nostra verdura su internet, su sky e sulle televisioni territoriali. Se qualcuno non ci vorrà impedire di farlo – assicura – noi questa volta continueremo a tenere accese le nostre telecamere dovunque sarà possibile, anche, per esempio, in una piazza».

Previsioni di successo? «Siamo di fronte a un crollo verticale di audience della tv generalista terrestre, gli spettatori cercano di difendersi e si muovono nell’offerta con maggiore libertà rispetto al passato» valuta Santoro. Quanto alla formula, «il talk show mi è sempre stato stretto. Noi abbiamo storicamente sempre avuto una componente di narrazione molto forte rispetto ai talk show tradizionali e questo sarà il tratto distintivo del programma».

Aggiornamento 09/10/2011: Michele Santoro, in occasione della manifestazione culturale “La fiera delle Parole” che si chiuderà stasera a Padova, ha illustrato gli ultimi particolari del programma Comizi d’Amore. L’ultima novità è l’entrata di un canale Sky nella lista delle emittenti private che manderanno in onda  il nuovo progamma della squadra di Annozero. «Il 3 novembre andremo in onda anche su Sky sul canale 504 “Sky Tg24 Eventi” che già aveva ospitato Raiperunanotte – spiega – Sia chiaro, Sky ci ospita, non ci finanzia, ma credo che sia un tassello importante in più per dare corpo a questo progetto».

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