Beauty Contest: anche la Rai ricorre al Tar contro il concorso di bellezza del digitale terrestre

Roma, 30 set – Il concorso di bellezza del digitale terrestre non piace proprio a nessuno. Dopo Sky, Tivuitalia e Telecom Italia Media, anche la Rai impugna presso il Tar del Lazio il nuovo bando di gara indetto dal Ministero dello Sviluppo economico per l‘assegnazione gratuita di diritti d’uso di 5 (più una) frequenze in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione in digitale terrestre.

Nel ricorso depositato al Tribunale amministrativo, come riporta Radiocor, la Rai chiede l’annullamento, previa sospensione, del bando per l’assegnazione di 6 multiplex (frequenze) elaborato in base alle indicazioni contenute nella delibera 497/10/CONS dell’Agcom che ha fissato il disciplinare di gara.

Le società che hanno presentato la documentazione per partecipare al beauty contest con cui il Ministero assegnerà le frequenze sono in tutto dieci, per un totale di 17 domande (ciascun soggetto poteva concorrere per più lotti). I lotti sono divisi in tre gruppi: il gruppo A (tre lotti per tre multiplex), riservato ai nuovi entranti e a chi ha un solo multiplex, a cui partecipano Europa 7, Sky, Canale Italia, Prima Tv, 3 Italia, Tivuitalia e Dbox di Einstein Multimedia; il gruppo B, composto da due lotti, a cui potevano partecipare anche i grandi e per il quale hanno presentato domanda Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. Il gruppo C, una frequenza per il DVB-T2, il digitale terrestre di nuova generazione, riservato a chi ha già una rete DVB-H per la tv in mobilità, per il quale ha presentato domanda Telecom Italia e anche Europa 7.

Le speranze del Ministero sono quelle di aprire il mercato televisivo italiano, bloccato da anni dal duopolio Rai-Mediaset, a nuovi soggetti entranti e di chiudere la procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese avviata dalla Commissione europea nel 2006. Ma la probabile riassegnazione gratuita dei migliori mux ai soliti incumbent (Mediaset e Rai) di certo non sarà d’aiuto per una reale apertura del mercato tv alla concorrenza e potrà divenire un grosso ostacolo in vista della chiusura dell’infrazione UE. Si attende ora la fissazione dell’udienza in cui i ricorsi di Rai, Telecom Italia Media e Sky saranno discussi davanti alla Seconda sezione del Tar del Lazio.

Fonte : Radiocor

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