Switch-off Toscana: 60 comuni a rischio oscuramento tv. La Regione approva la legge speciale

L’oscuramento delle televisioni è uno spettro che incombe sui telespettatori e sulle emittenti toscane. Potrebbe causarlo il passaggio al digitale terrestre, che con l’esordio del 7 novembre dei lavori di Switch-off nei comuni montani della provincia di Massa-Carrara, porterà sul terriorio della Toscana i segnali tv digitali spegnendo giorno per giorno tutte le televisioni in analogico fino al 2 dicembre.

A Firenze lo Switch-off verrà eseguito il 18 novembre e anche nello splendido capoluogo, capitale mondiale dell’arte, si potrebbero verficare moltissimi disservizi tv. A nulla è valso l’appello della Regione Toscana per rinviare la transizione al prossimo anno. Il Ministero inflessibile continuerà ad applicare un calendario di lavori nato già male (sono state escluse dallo switch-off 2011 l’Abruzzo, il Molise e la provincia di Foggia), e attuato con il solito enorme ritardo che potrebbe esssere causa di ulteriori pasticci.

E’ sempre l’Uncem che lancia l’allarme. «Ci sono almeno 60 comuni su 287 che rischiano di non vedere più nulla», afferma da mesi Oreste Giurlani, presidente dell’Unione delle comunità montane. «Posti dove la copertura dell’analogico è stata fatta direttamente dalla pro loco, zone marginali dove ad installare i ripetitori sono state le stesse amministrazioni comunali per l’analogico. Adesso bisogna adeguare quei ripetitori per renderli idonei a recepire il segnale digitale ma ci vogliono circa 20 mila euro per ogni impianto e i sindaci in questo momento sono a corto di risorse. Come Uncem cercheremo di aiutarli ma un finanziamento della Regione sarebbe risolutivo». Per fornteggiare in qualche modo il problema l’Unione delle comunità montane ha avviato da una settimana un monitoraggio dei Comuni a rischio oscuramento.

Giurlani denuncia anche l’assenza di informazione utile per il passaggio verso le fasce più deboli della popolazione: «Dobbiamo considerare il problema degli anziani, che rappresentano la fetta più grossa del pubblico televisivo e che hanno difficoltà a capire il cambiamento, anche là dove la copertura digitale già funziona. Senza contare le fasce deboli della popolazione come le famiglie disagiate o quelle che abitano nelle case popolari: i condomini spesso non sono attrezzati per ricevere il segnale. Nella stessa Firenze potrebbero esserci anche centomila persone in questa situazione».

Il rischio di grossi problemi per l’utenza e per le tv private toscane è percepito chiaramente dalla Regione Toscana, che forte delle esperienze passate degli Switch-off  della altre regioni, ha predisposto e fatto approvare una legge speciale per prevenire i disagi dei cittadini e dare una mano alle piccole emittenti locali. Il testo, che è stato discusso proprio ieri in consiglio regionale, aveva ricevuto il via libera della commissione Cultura presieduta da Nicola Danti ma con l’astensione del Pdl, che premeva per una maggiore quantità di stanziamenti e per una selezione severa delle emittenti locali. La legge cercherà di dare sostegno alle tv toscane, di portare degli interventi a favore delle realtà territoriali più marginali, e di attuare una campagna informativa sul nuovo sistema. Inoltre avvierà accordi col volontariato e le scuole, e con le associazioni di categoria degli antennisti, per garantire che il passaggio non porti a comportamenti di tipo speculativo. «Sarebbe stato meglio attendere il 2012, come previsto inizialmente dal ministero», spiega Danti, «ma dobbiamo essere comunque pronti sostenere l’intero mondo toscano interessato, emittenti, enti locali e cittadini, dinanzi ad un passaggio che sarà epocale». Per la copertura finanziaria della legge è prevista la cifra complessiva di 1 milione e 50.000 euro per il 2011.

Fonte: firenze.repubblica.it

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