Incognita ricorsi sul Beauty Contest del digitale terrestre

Il 5 settembre verranno svelati i concorrenti e il giorno seguente partirà la pre-selezione degli operatori tv nazionali in gara per il celebre Beauty Contest indetto dal Ministero dello sviluppo che assegnerà gratuitamente 5 frequenze DVB-T del digitale terrestre, più una DVB-H o DVB-T2. Ai blocchi di partenza della gara pubblica (non agonistica) scalpitano Mediaset e Rai, che hanno già  in tasca le due frequenze migliori (del Lotto B).

Ma il concorso di bellezza della tv digitale italiana, creato dal ministro Romani su pressione della Commissione europea, che solo ora le opposizioni politiche vorrebbero trasformare in un’asta onerosa a rilanci, potrebbe saltare, a causa dei ricorsi degli operatori tagliati fuori dai regali televisivi del governo. Già da tempo si parla del possibile ricorso di Tivuitalia, azienda tv di broadcasting che veicola i canali di Sportitalia, recentemente declassato dal MSE come operatore regionale, e quindi escluso dal concorso del dtt.

Oggi dalle colonne del quotidiano Il Sole 24 Ore giunge la notizia (non nuova) che anche Telecom Italia Media ha richiesto al Tar del Lazio l’annullamento del beauty contest. Il rischio di uno stallo imminente della gara, imposta dall’UE per aprire il mercato tv italiano alla concorrenza, è però remoto, dato che nel ricorso di TI Media non è inserita alcuna istanza di sospensiva, ma l’operatore tv di La7 teme di perdere il confronto all’interno del Lotto B (che mette a disposizione solo due mux) con i soliti Rai e Mediaset e di non ottenere alcuna frequenza.

La nuova protesta dell’operatore di proprietà di Telecom Italia si affianca a quelle avviate mesi fa presso la Corte di Giustizia europea per impedire l’ingresso di Sky nella gara, e quella avviata sempre presso il Tar del Lazio atta a modificare la sua classificazione come operatore «incumbent» alla pari di Mediaset e Rai, in modo da ottenere lo stesso numero di frequenze digitali degli altri operatori di pari livello. Evidentemente l’assegnazione del multiplex del Lotto C da destinare all’uso del DVB-H o del DVB-T2, promesso (si dice) d’ufficio alla società diretta da Giovanni Stella, non è più garantita dagli uffici del Ministero.

Fonte: Il Sole 24 Ore | La Stampa | MF

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