Beauty contest, il PD presenta l’emendamento per vendere le frequenze del digitale terrestre

ROMA — Oramai lo sanno anche i sassi. Sei frequenze televisive saranno assegnate gratis dal Ministero dello sviluppo economico alle tv nazionali nel concorso di bellezza del digitale terrestre. Un pacchetto di canali valutato quasi 2 miliardi di euro che potrebbe (in teoria) fruttarne quasi 3 in una possibile asta pubblica.

Le opposizioni politiche dalla settimana scorsa hanno alzato un gran polverone denunciando lo spreco di risorse pubbliche e il solito conflitto d’interessi (2 canali sono già destinati a Mediaset e Rai). Tanto che il PD ha presentato un emendamento ad hoc alla manovra bis. L’emendamento, che sarà depositato domani in commissione bilancio al Senato, propone di distribuire le frequenze non secondo il criterio del beauty contest (che assegnerà i multiplex alle tv che rispondono a determinati requisiti) ma tramite un’asta al rilancio.

Il disciplinare del beauty contest per ora garantisce due frequenze a Rai e Mediaset, le solite note. «Si tratta di un bene pubblico che non può essere regalato, soprattutto in questo momento», dice il senatore del PD Luigi Zanda, che insieme al senatore dei Ds Vincenzo Vita e al portavoce di Articolo 21 Giuseppe Giulietti, sono i primi firmatari dell’emendamento. «L’asta sarebbe molto conveniente per l’Italia. Siamo forti del sostegno di tutta l’opposizione e non vedo perché la maggioranza dovrebbe mettersi di traverso: sarebbe contraddittorio e dannoso per il Paese».

L’asta LTE per l’assegnazione agli operatori di telefonia mobile delle frequenze liberate (cioè ancora da liberare) dalle emittenti televisive locali nel passaggio dall’analogico al digitale, indetta lo scorso anno (il vincitore verrà svelato in questi giorni), è partita da un’offerta base di 2,4 miliardi di euro. Nel 2001 l’asta per le frequenze della rete mobile di terza generazione UMTS fruttò quasi 27 mila miliardi di vecchie lire. «Fare una stima di tre miliardi, se i nuovi multiplex venissero messi all’asta, sarebbe ottimistico» spiega Vincenzo Vita «ma la base d’asta potrebbe essere di 1-1,2 miliardi di euro, complessivamente. Poi ci sono i rilanci».

Ma i tempi stringono perché il 6 settembre si chiudono i termini per presentare le candidature e subito partirà la preselezione in cui gli attuali padroni dell’etere, su tutti Rai e Mediaset, sono sicuri di portare a casa dal lotto B una  frequenza a testa. Se l’emendamento fosse approvato, l’Agcom dovrebbe trasformare con delibera il beauty contest in una gara d’asta. «L’Agcom ancora non si è espresso» continua Vita «l’opposizione è schierata in favore dell’emendamento. E devo dire che ho trovato degli spiragli anche da parte della maggioranza». Vita non esclude che per la selezione dei partecipanti possano essere utilizzati i criteri del “concorso di bellezza” ma questa sarà una decisione successiva. E non è escluso che possano partecipare anche operatori di telefonia mobile, visto che una delle frequenze sarà data in concessione per la trasmissione dei contenuti tv sui cellulari (DVB-H), anche se lo stesso canale potrà essere destinato all’uso dello standard di nuova generazione del digitale terrestre DVB-T2, che attualmente sfrutta in Italia solo Europa 7 HD.

Fonte : La Repubblica

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