Asta LTE, da domani via ai rilanci per le frequenze. Ma Linkem si ritira

Entra nel vivo l’asta LTE, la gara per le frequenze tv da assegnare agli operatori della telefonia mobile. Alle ore 12 di oggi scade il termine per presentare al Ministero dello sviluppo economico le offerte per i canali 61-69 UHF che l’UE ha riservato all’uso della banda larga mobile. A fine luglio Telecom Italia, Vodafone, Wind, H3G e Linkem hanno presentato la propria domanda di partecipazione approvata dal MSE. Ma secondo una fonte del Il Sole 24 Ore, l’operatore del WiMax Linkem al 90% potrebbe ritirarsi dalla gara.

Con l’asta LTE, lo Stato punta a incassare almeno 2,4 miliardi di euro dalla vendita delle licenze di ben 255 MHz dello spettro elettromagnetico (bande 800, 1800, 200, 2600 MHz). Le frequenze sugli 800 MHz saranno sottratte alle tv locali in seguito alla razionalizzazione del dividendo con il passaggio al digitale terrestre, mentre le altre provengono da risorse del Ministero della Difesa. E proprio il problema dell’esproprio dei canali tv ai danni delle emittenti regionali, che potrestano da mesi contro le disposizioni del governo, potrebbe incidere sull’andamento della gara e sull’assegnazione delle frequenze. Una parte della banda da liberare è infatti ancora occupata dalle tv locali, che chiedono da mesi almeno il raddoppio degli indennizzi per lasciare i canali (240 milioni, il 10% della base d’asta).

Domani presso il Dipartimento delle Comunicazioni saranno aperti pubblicamente i plichi con le offerte, alla presenza dei rappresentanti delle compagnie telefoniche e di un baditore d’asta. Se il quantitativo messo in palio verrà superato dalle offerte partirà la fase di asta vera e propria con i rilanci (che, secondo il ministro Romani, potrebbero far lievitare i ricavi fino a 3,1 miliardi).

L’altro problema sorto in queste ultime settimane è quello delle possibili interferenze che potrebbero sorgere tra le frequenze delle televisioni e quelle del primo dei sei lotti degli 800 MHz, il lotto più “pericoloso”, che potrebbe oscurare in particolare La7, l’emittente di Telecom Italia Media. Ecco perché su questa prima porzione di spettro sarà difficile vedere rilanci ed è probabile ipotizzare che verrà acquisito proprio da Telecom, per gestire in casa la grana dei possibili disturbi.

I rilanci potrebbero esserci, invece, sui lotti centrali degli 800 MHz ma anche sui 1800 MHz, a condizione che un altro operatore non getti silenziosamente la spugna, come H3G, azienda da tempo in vendita e nel mirino di quegli stessi competitor che oggi le faranno compagnia sui nastri di partenza dell’asta. Le frequenze infine saranno assegnate entro la fine di settembre, in contemporanea con il versamento degli importi, e rese disponibili dal gennaio del 2013.

Aggiornamento 30/08/2011: Asta LTE, le offerte delle telcom arrivano a 2,3 mld di euro

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