Diritti Tv Calcio: Sky e Mediaset preparano il conto

Il mondo del calcio italiano è sempre più in crisi. Dopo il mancato accordo tra Lega e l’Assocalciatori, nonostante la mediazione della FIGC, è sempre più concreta la possibilità di uno slittamento (e non di annullamento) della prima giornata di campionato delle varie leghe.  I dissapori sul rinnovo del contratto collettivo dei calciatori, lo scandalo del calcioscommesse, la distanza di posizioni tra i club e Aic sul pagamento della tassa di solidarietà, e soprattutto la penuria di offerte per i preziosi diritti audivisivi stanno portando il mercato pallonaro verso un periodo di magra senza precedenti.

Lo dimostrano le guerre intestine tra le società di Serie A, che per tutto il 2011 si sono date battaglia per la spartizione della gustosa (e forse ultima) torta da più di un miliardo di euro dei diritti televisivi. Lo confermano anche, dopo il fallimento di Dahlia Tv, i ritardi sulla mancata vendita e assegnazione per questo campionato dei diritti tv delle partite dell’intera Serie B e delle 7 squadre di Serie A (più il Siena neopromosso), che fino a febbraio scorso erano trasmesse sul digitale terrestre a pagamento dalla defunta pay-tv della famiglia Wallenberg e di TI Media. E anche se la Lega Calcio prova disperatamente ad evitare la svalutazione degli stessi diritti, ora le televisioni, che sborsano centinaia di milioni di euro l’anno per mandare in onda le gare e forniscono più del 50% del fatturato del mercato del pallone, sono turbate e fanno la voce grossa.

Sky, la tv satellitare di Ruper Murdoch, dopo l’ammonimento sulla vincenda del calcio scommesse e l’invito a vigilare, invita (per dirla in modo gentile) ora le parti coinvolte nella querelle calcistica a fare appello al senso di responsabilità, per superare con il dialogo le difficoltà emerse in questi giorni, e per non tradire le aspettative di milioni di sportivi e appassionati che seguono dal vivo e in televisione lo spettacolo del calcio e che sono in trepidante attesa dell’inizio di questa nuova stagione sportiva. Anche perchè, se il contrasto tra Lega di A e Assocalciatori continuerà ad oltranza, questo non potrà che riflettersi sul tavolo della trattativa di settembre e sull’offerta per i diritti tv del campionato. Un fattore di incertezza che potrebbe fare riconsiderare, dal punto di vista delle piattaforme tv, il valore economico dei diritti del prossimo accordo triennale 2012/15.

Dalle parti di Mediaset i commenti sono decisamente più soft, anche se non mancano le preoccupazioni: «Uno sciopero è legittimo, anche se fanno sorridere i motivi per i quali è stato proclamato – così il direttore di Sport Mediaset Ettore Rognoni -. Purtroppo noi siamo spettatori passivi di fronte, ognuno è rispettoso delle dinamiche di soggetti impegnati a trovare un accordo così importante. Speriamo sia una cosa isolata, ma è chiaro che se la situazione dovesse prolungarsi, provocherebbe un danno enorme – dice ancora Rognoni -. E inevitabilmente un lungo stop porterebbe a rivedere gli investimenti del passato in fase di trattativa per i diritti tv futuri».

Scritto da