Numerazione LCN, Aeranti-Corallo: “Senza regole si rischia il ritorno al caos del telecomando”

La sentenza del 29 luglio Tar del Lazio, poi bloccata d’urgenza dal Consiglio di Stato, in merito all’annullamento delle disposizioni dell’Agcom sulla numerazione automatica dei canali del digitale terrestre, è ancora motivo di polemica ma anche di dialogo tra le varie associazioni ed emittenti televisive locali, che attendono il riesame dell’instanza di sospensiva previsto per il 30 agosto.

In risposta alla lettera aperta del patron di Tele Capri, e alle polemiche sorte con le varie associazioni di categoria, Marco Rossignoli, portavoce di Aeranti-Corallo, avverte: «Forse non ci si ricorda quanto accaduto nel Lazio e nella Campania, rimaste un anno senza numerazione LCN: ciascuna emittente usava anche 10 numeri, è stato il caos, con danni ancora oggi non risolti. Pensiamo a cosa accadrebbe se la sospensiva venisse confermata».

Secondo Aeranti-Corallo «le tv locali hanno ottenuto un grande risultato con l’attribuzione della propria numerazione (che in effetti hanno conquistato almeno i numeri 10-19 sul telecomando – ndr),  perchè non dimentichiamo che il rischio era di non rientrare nemmeno nelle prime 100 posizioni. Ma la cosa più importante – continuato Rossignoli intervistato da Italia Oggi – è che oggi c’è una certezza del posizionamento senza la quale i danni sarebbero enormi».

Per la più grande associazione che rappresenta le emittenti regionali italiane non esiste ad oggi un’alternativa valida alle graduatorie Corecom, un sistema contestato da molte tv e poi bocciato dalla sentenza del Tar del Lazio. L’Auditel rileva solamente 115 emittenti locali e la sua ultima rilevazione risale al 2005, e sarebbe troppo oneoso e lungo in termini di tempo, secondo Rossignoli, fare un’indagine sulle reali preferenze dei telespettatori sui numeri del telecomando. E poi, conclude, «siamo sicuri che i risultati sarebbero diversi da quelli delle graduatorie Corecom?».

Fonte : Italia Oggi

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