ABC, il canale del digitale terrestre che fa affari col governo

Da qualche giorno sul telecomando della televisione digitale ci si può imbattere al numero 33 sul canale ABC, un nuovo canale dedicato alla formazione, all’educazione e alla divulgazione.

Durante la giornata si può vedere il simpatico ministro Brunetta che racconta, senza capirci un granchè, di innovazione della PA, oppure si possono osservare le sbrigative descrizioni del ministro Romani sul “fantastico mondo” del digitale terrestre. O ancora si possono ascoltare i discorsi di Paolo Vigevano, ad di Acquirente Unico, società garante della fornitura elettrica delle famiglie e delle piccole imprese. La programmazione del nuovo canale prosegue con pillole, format e animazioni a cura dei vari Ministeri e di altri enti e istituzioni.

Ma cosa c’è sotto questa nuova emittente del digitale terrestre che ha ottenuto una così alta posizione nella numerazione LCN sul multiplex regionale di Canale Italia?

ABC è un’iniziativa imprenditoriale del consorzio Alphabet (70% Interattiva Media, 25% Elea spa, 1% Fondazione Mondo Digitale, 1% Conform srl, 1% Consedim srl, 1% Soipa spa, 1% Gestione link campus University of Malta) atta a divulgare nuove forme di comunicazione e iniziative di formazione per aziende pubbliche e private, ministeri, enti non profit, ordini professionali. L’obiettivo del modello di business del canale è quello della creazione di una rete per i promotori con l’offerta pay sul digitale terrestre.

Il socio di maggioranza Interattiva Media (che ha realizzato i progetti Valle d’Aosta Digitale, Sardegna Digitale del fallito progetto del T-Government sul digitale terrestre) è interamente posseduto dall’imprenditrice sarda Ilaria Sbressa, ex socia della società  di marketing e comunicazione digitale Tisifone e dell’azienda I move srl, e celebre per le campagne anti-Soru (ex governatore della Regione Sardegna) su Facebook.

Il socio di minoranza Elea, che opera nella produzione e nella distribuzione di prodotti per la formazione, fa parte dell’area ultra-cattolica di proprietà della Provincia italiana della congregazine dei figli dell’Immacolata concezione e ha sedi in 8 grandi città italiane e un fatturato da 14 milioni di euro. Il CFIC è un potente ente attivo nell’assistenza sanitaria che possiede case di cura private in tutta Italia e fattura ben 30 milioni  all’anno.

Fonte Italia Oggi

Scritto da