Fine delle trasmissioni per Current Italia su Sky

Allo scoccare della mezzanotte del 31 luglio, nel bel mezzo del toccante reportage sulle gemelline siamesi canadesi, Sky ha definitivamente spento le trasmissioni della tv di informazione indipendente Current Italia.

Un addio al pubblico italiano imposto dalle politiche mainstream di una News Corp di Rupert Murdoch vessata dagli scandali inglesi e australiani. Un arriverderci (si spera) con un saluto ai lettori (del sito web) e agli utenti del canale numero 130 di Sky da parte della redazione di Current, che dal dicembre del 2008 ha prodotto e trasmesso inchieste e documentari senza vincoli e censure, impreziosito dalla citazione delle parole di un grande giornalista come Indro Montanelli.

Il canale guidato da Tommaso Tessarolo, costretto a chiudere gli uffici e a licenziare il personale, ha chiuso la sua attività anche sullo spazio web, che al momento è accessibile dall’Italia solo nella versione inglese e americana. Si spera che l’esperienza della divisione italiana dell’emittente fondata da Al Gore possa avere un seguito in questo controverso paese (forse con l’aiuto de Il Fatto Quotidiano, Santoro e l’editore Parenzo).

Giuseppe Giulietti e Stefano Corradino, rispettivamente portavoce e direttore di Articolo21 commentano: «Continuiamo a pensare che Sky avrebbe fatto bene a garantire la presenza sulla piattaforma di una voce libera, indipendente, non convenzionale, ma forse questi suoi pregi sono stati considerati altrettanti difetti. La scomparsa di Current dalla piattaforma rappresenta comunque una ulteriore riduzione del pluralismo informativo in un paese che è già stravolto dai conflitti di interesse, quelli vecchi e quelli nuovi. Per queste ragioni oltre ad esprimere la nostra solidarietà a tutte i lavoratori e le lavoratrici di Current, abbiamo anche deciso di dare spazio sul sito di articolo 21 alla web tv che continuerà ad assicurare la voce di Current in Italia, per queste ragioni chiederemo anche a tutte le associazioni che si occupano della libertà di informazione di fare altrettanto e di dare spazio alla voce di chi, in questi anni, ha sempre dato voce alle lotte contro le censure e contro i bavagli».

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