Digitale terrestre: il Tar annulla la delibera Agcom sull’ordinamento automatico dei canali

Il Tar del Lazio ha annullato la delibera 366/10/CONS dell’Agcom in merito alla regolamentazione dell’ordinamento automatico (LCN) dei canali della tv digitale terrestre. La sentenza depositata il 29 luglio scorso è stata accolta con piena soddisfazione dalle associazioni delle tv locali che in questi mesi combattono duramente contro le disposizioni discriminanti del governo e dell’Autorità Garante per sopravvivere nel mercato televisivo.

Il Comitato Radio Tv Locali si ritiene infatti pienamente soddisfatto dell’annullamento della delibera Agcom sulla numerazione LCN. Secondo CRTL, associazione che ha appoggiato il ricorso al tribunale amministrativo partito dall’emittente napoletana Canale 34, la delibera era ingiusta: «prendere come parametro le graduatorie Corecom (per definire l’ordine dei canali locali, già bocciate anche dall’Antitrust ) – afferma in un comunicato CRTL – è stata una sciagurata decisione. E’ ovvio che decidere che il riferimento siano graduatorie che premiano sostanzialmente chi ha più dipendenti e giornalisti, non c’entra per nulla con le abitudini e preferenze degli utenti, unico criterio sancito nel Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi per regolamentare la numerazione del telecomando».

«In tutti i modi glielo abbiamo ribadito, ma l’Autorità Garante delle Comunicazioni, non ha sentito ragioni, affermando che era l’unico parametro “certo” a cui si poteva far riferimento. Guarda caso però, la delibera andava ad agevolare solo 10 Tv locali per regione , relegando le rimanenti addirittura a oltre la numerazione 70 del telecomando. Ma la ( ex ) delibera 366/10/CONS era pienamente in linea con la strategia del governo di affossare le più piccole tv locali, come si è poi palesato con la legge che intende espropriarle delle frequenze per cederle alla telefonia mobile. Strategia avallata, più o meno palesemente, anche da altre associazioni di emittenti, che hanno nel loro direttivo Tv Locali in cima alle graduatorie Corecom, oppure addirittura la stessa Mediaset».

«Ora si spera – ha concluso CRTL – che la Corte Costituzionale faccia il suo lavoro al più presto sancendo l’incostituzionalità delle nuove Leggi varate dal Governo che, di fatto, espropriano le emittenti locali dei loro canali per venderle all’asta agli operatori di telefonia nello sciagurato tentativo di fare cassa;  ma il ristoro dei danni che le Tv Locali chiederanno allo Stato, sarà maggiore dei proventi».

Aggiornamento 02/08/2011: L’Agcom ha immediatamente replicato con un ricorso d’urgenza al Consiglio di Stato per ottenere – quanto meno nell’immediato – la sospensiva della decisione del Tribunale amministrativo di primo grado. L’Autorità Garante per le comunicazioni sostiene che la pronuncia del Tar mette seriamente a rischio il passaggio al digitale terrestre previsto per questo autunno con gli Switch-off di Liguria, Toscana, Marche, Umbria e con la provincia di Viterbo. L’associazione delle tv locali Aeranti-Corallo, invece, ha chiesto a tutte le emittenti regionali di non modificare la numerazione attuale dei canali, per evitare sovrapposizioni (e conflitti sui decoder) e per non mettere in difficoltà gli utenti con cambi improvvisi di numerazione.

Aggiornamento 02/08/2011 ore 17,50: Il Consiglio di Stato, accogliendo la richiesta dell’Autorità Garante per le comunicazioni, ha sospeso in via d’urgenza fino al 30 agosto la sentenza del Tar del Lazio in mertio all’annullamento della delibera 366/10/CONS dell’Agcom sull’ordinamento automatico della numerazione dei canali della tv digitale terrestre. Lo stesso giorno del 30 agosto la Quarta Sezione del Consiglio di Stato si riunirà in camera di consiglio per riesaminare l’istanza di sospensiva.

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