Santoro insieme alle tv locali per salvare Current

Michele Santoro, dopo la roboante sortita dalla Rai e la provocatoria candidatura a direttore generale del servizio pubblico, prossimo alla festa della FIOM di questa sera, celebrata con il programma “Tutti in piedi“, avrebbe in mente un piano per salvare il canale Current Tv, l’emittente indipendente fondata da Al Gore, che dal 31 luglio uscirà forzatamente dalla piattaforma satellitare di Sky.

L’idea del giornalista, autore di Samarcanda e Annozero, sarebbe quella di unire le forze con altri professionisti dell’informazione tv e con una cordata di emittenti locali per sostenere il canale Current in un progetto editoriale indipendente. Il trasferimento di Santoro a La7 invece sembra perdere ogni giorno più probabilità di concretizzarsi.

Il progetto della cordata per Current vedrebbe come figura di riferimento anche l’editore e produttore Sandro Parenzo, presidente di Mediapason, società editrice delle reti Telelombardia, Antenna 3, Videogruppo e Canale 6, nel cinema e nella tv con ila società Videa.  Ma al progetto potrebbero unirsi anche il Fatto Quotidiano, personaggi dello spettacolo vicini al giornalista e professionisti della carta stampata e dell’informazione, come ad esempio Roberto Saviano.

Ma è più che solidarietà, perché, sembra, Santoro ha voglia di impegnarsi davvero in una tv che potrebbe calzargli a pennello. Dice all’ANSA Parenzo: «Il progetto non è di ieri, ci proviamo ahinoi da quasi 20 anni nel tentativo di fare una tv senza condizionamenti, cosa che tranne che in Italia e in Thailandia, dovrebbe essere tale e non un’ambizione. Solo che dal Telesogno ad oggi sono cambiate tante cose: la tecnologia con l’avvento del digitale terrestre, la possibilità di un sistema di trasmissione integrato, con web e tv locali per cui un evento o una tv possono andare sul digitale, sul satellite e in streaming. Rai e Mediaset sono rimaste le stesse, La7 sta crescendo ma il futuro non è quel tipo di tv generalista. Sono cambiati gli italiani soprattutto e i risultati del referendum, così come la manifestazione delle donne del 13 febbraio ‘Se non ora quando‘ hanno fatto emergere un’Italia che non era stata conteggiata né dall’Auditel né altrove».

La cordata per Current sarebbe in trattativa con gli editori del canale, l’ultima parola spetterà ad Al Gore e soci che potrebbero, si apprende, non ritenere utile un nuovo investimento in Italia e chiudere tutto oppure decidere di investire di nuovo. Del resto in un’intervista a Italia Oggi di qualche giorno fa, il direttore di Current Tommaso Tessarolo ha fatto esplicito riferimento a contatti con Santoro. Cosa esattamente potrà fare Santoro nell’ambito, da direttore vero e proprio piuttosto che da producer dei documentari, è ancora tutto da stabilire, resta intanto l’impegno per l’altra informazione capace di cavalcare il vento di cambiamento che oggi muove l’Italia.

L’evento “Tutti in piedi” della festa FIOM di questa sera, sarà trasmesso da Current in diretta alle 21, e sarà a tutti gli effetti il secondo test del progetto, dato che più di un anno fa avvenne il primo riuscitissimo esperimento con Raiperunanotte.

Fonte: Ansa

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