Diritti Tv Calcio: i club di Serie A verso l’intesa

La Lega Seria A di Calcio, nell’assemblea informale della giornata di ieri, ha trovato un accordo di massima sulla tribolata questione della suddivisione dei diritti televisivi, che ha visto le cinque società più ricche combattere a colpi di ricorsi e sentenze contro i piccoli 15 club del massimo campionato .

Il presidente uscente della Lega, Maurizio Beretta, ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo generale ed è stata definita una programmazione a medio termine di crescita del sistema, dopo l’interpretazione dell’Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio sull’annosa questione della rilevazione dei bacini d’utenza che ha dato ragione a Juve, Milan, Inter, Roma e Napoli.

La proposta è stata lanciata da Galliani, ad del Milan: per le indagini di mercato si daranno punteggi di valore ai tifosi veri di un solo club, ai simpatizzanti, agli interessati. Si eliminerà l’Auditel dai conteggi. E per il triennio 2012-15 si garantiranno più introiti legati ai meriti e alla classifica. L’ipotesi è quella di ripartire gli introiti di oltre un miliardo di euro di diritti provenienti dalle televisioni nel 40% in parti uguali, 39% in base al piazzamento nella stagione in cor­so e un 21% sui bacini d’utenza. L’accordo è arrivato anche per allontanare lo spettro di lunghe cause civili che provocherebbero il blocco della distribuzione del denaro per i diritti tv e il collasso dell’intero sistema del calcio italiano.

Intanto lunedì prossimo, nella nuova assemblea di Lega, le squadre di Serie A prepareranno l’incontro del 22 giugno per il con­cordato preventivo sul fallimento di Dahlia Tv. L’ex pay-tv del digitale terrestre (che trasmetteva le partite di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese) nella fase finale di liquidazione vorrebbe restittuire ai club il 16% del contratto biennale sui diritti tv stipulato nel 2009. Ma c’è una larga distanza tra le parti: per il liquidatore di Dahlia la cifra da rendere sarebbe solo 8 milioni di euro, mentre per le società di calcio ammonterebbe a 40 milioni.

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